Bologna, 6 novembre 2026 – Blocchi agli ingressi e lezioni sospese in diversi licei cittadini nell’ambito di una mobilitazione studentesca contro il carovita. Le proteste hanno coinvolto gli istituti Arcangeli, Sabin, Copernico, Laura Bassi e Minghetti, dove sono stati collocati cassonetti davanti ai cancelli per impedire o rallentare l’accesso.
Al liceo Copernico i cancelli sono stati lucchettati e due cassonetti sono stati rovesciati in via Garavaglia. Sulla carreggiata è comparsa anche la scritta La Gen Z per una vita bella. Le attività didattiche sono state sospese negli istituti interessati dalle iniziative.
La protesta contro il carovita
Le iniziative al Sabin, al Laura Bassi e al Copernico sono state rivendicate dal Coordinamento autonomo studentesco, mentre al Minghetti è forte la presenza di Osa, organizzazione giovanile legata a Potere al Popolo. In un comunicato, il Cas ha spiegato che gli studenti intendono denunciare le condizioni precarie in cui sono costretti a studiare e proseguire la mobilitazione avviata nelle settimane precedenti.
La protesta, secondo gli organizzatori, è anche un gesto di solidarietà verso l’istituto agrario di Firenze. Il riferimento è all’ingresso di alcuni carabinieri durante un’occupazione, episodio che il movimento studentesco descrive sostenendo che le forze dell’ordine avrebbero puntato le armi contro alcune studentesse. Il Cas ha inoltre annunciato la partecipazione allo sciopero studentesco internazionale del 20 novembre.
Il caso del liceo Minghetti
Una situazione distinta si è verificata al liceo Minghetti. Nella succursale di vicolo Stradellaccio gli studenti sono entrati nelle ultime due ore di lezione. Nella sede principale, invece, dopo una plenaria nel cortile, è stata avviata l’occupazione. Qui la protesta non riguarda soltanto il carovita, ma soprattutto la richiesta di dimissioni del dirigente Roberto Gallingani.
Alla base del conflitto c’è un episodio del 15 settembre, quando alcuni studenti appesero alla grata di una finestra al piano terra un fantoccio raffigurante il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il dirigente aveva disposto quattro ammonizioni disciplinari. Gli studenti avevano presentato ricorso all’organo di garanzia interno, che aveva annullato i provvedimenti; il preside ha successivamente impugnato quella decisione davanti all’organo di garanzia regionale.
Il collettivo Minghetti ha motivato l’occupazione denunciando, negli ultimi quattro anni, una gestione giudicata sempre più repressiva e la riduzione degli spazi di confronto. Gli studenti contestano inoltre al dirigente di essere intervenuto rapidamente con sanzioni nei confronti di chi ha partecipato a blocchi o occupazioni, mentre avrebbe gestito in modo tardivo e inadeguato altri episodi ritenuti gravi dalla comunità scolastica.