Si erano presentati come appartenenti all’Arma dei carabinieri e avevano convinto un gioielliere della provincia di Reggio Emilia a consegnare numerosi preziosi. La fuga di un uomo e una donna, entrambi residenti in Campania, si è però conclusa sulla A1, dove una pattuglia della Polizia Stradale di Bologna ha intercettato l’auto e recuperato l’intera refurtiva, del valore stimato in circa 200mila euro.
La segnalazione e l’intervento sulla A1
L’episodio era avvenuto poco dopo l’ora di pranzo di lunedì scorso. La vittima aveva segnalato il raggiro alle forze dell’ordine, riuscendo ad annotare una parte della targa del veicolo utilizzato dai responsabili. Le informazioni sono state trasmesse alle sale operative e hanno permesso al Centro operativo autostradale di Casalecchio di Reno di individuare l’auto e indirizzare le pattuglie verso il mezzo.
Il veicolo è stato fermato al chilometro 189 dell’autostrada A1 da una pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Bologna, impegnata nei servizi di vigilanza lungo le principali arterie autostradali e le tangenziali. A bordo si trovavano un uomo di 34 anni e una donna di 41 anni, entrambi residenti in Campania.
Il falso controllo sui preziosi
Secondo la ricostruzione, il raggiro era iniziato con una telefonata al numero fisso della gioielleria. Sedicenti carabinieri avevano informato il commerciante della necessità di sottoporre a controllo i monili custoditi ed esposti nel negozio, con l’obiettivo dichiarato di verificarne la provenienza.
Poco dopo, la donna si era presentata nell’esercizio commerciale mostrando un tesserino con l’effigie dell’Arma e utilizzando false generalità. In questo modo era riuscita a farsi consegnare i preziosi e a lasciare il negozio insieme al complice. Il documento, corredato dalla fotografia della donna fermata, è stato successivamente sequestrato dagli agenti.
La perquisizione eseguita negli uffici della Sottosezione ha consentito di recuperare 142 anelli, 26 bracciali e 14 collane. Tutti gli oggetti, dopo gli accertamenti, sono stati riconsegnati nella stessa serata al legittimo proprietario.
I due sono stati denunciati a piede libero, in concorso, alla Procura della Repubblica di Bologna con l’accusa di truffa. Gli accertamenti proseguono nell’ambito del procedimento.