Ortofrutta notturna

Al Caab di Bologna, la notte dei commercianti tra costi e crisi

Produttori, grossisti e bottegai descrivono rincari, affari ridotti e ricambio generazionale fermo.

Al Caab di Bologna, la notte dei commercianti tra costi e crisi

Sono le 4 di notte e al Caab di Bologna l’attività è già nel pieno. Produttori, grossisti, consorziati, rivenditori e commercianti si muovono tra cassette, muletti, furgoni e camion. C’è chi ha iniziato il lavoro all’una, chi si è alzato alle 22.30 e chi, dopo aver acquistato frutta e verdura, si prepara a raggiungere la propria bottega per servire i clienti durante la giornata.

Tra loro c’è Enrico Cavagna, 58 anni, che ha cominciato a lavorare a 14 anni insieme al padre Luciano, prima nelle baracche della Cirenaica. Oggi carica sul furgone spinaci, clementine, arance e finocchi. Dice di sentire una responsabilità nei confronti dei clienti, fatta di ascolto e rapporti personali. Una funzione che, secondo i commercianti, la grande distribuzione ha progressivamente ridotto e che ora deve fare i conti anche con il carovita e con la difficoltà di trovare nuovi operatori.

Rincari e consumi in calo

Negli ultimi vent’anni, raccontano gli operatori, il movimento del mercato si è ristretto. Al Caab sono sempre meno le persone e le aziende presenti rispetto al passato, quando l’attività si svolgeva anche nel mercato di via Fioravanti. I costi sono aumentati in ogni fase: contenitori, concimi, diserbanti, energia, bollette, gasolio agricolo e carburanti per i trasporti. Anche il clima ha inciso sulle produzioni, con la siccità estiva segnalata in particolare nel Sud Italia.

Le conseguenze si riflettono sui prezzi finali. I commercianti spiegano che i maggiori costi di acquisto rendono più difficile la rivendita nelle botteghe: i pomodorini arrivano a sfiorare i 10 euro al chilo, mentre kiwi e banane hanno registrato forti aumenti. A pesare sono anche i conflitti internazionali: secondo gli operatori, dopo l’inizio della guerra in Ucraina i prezzi di concimi e diserbanti sono quadruplicati. I giorni più importanti per gli scambi restano il lunedì e il venerdì, mentre la frutta risente più della verdura dell’aumento dei prezzi.

Il ricambio generazionale

Oltre alla contrazione degli affari, il settore deve affrontare la mancanza di giovani. I commercianti raccontano che il ricambio generazionale è quasi assente tra gli italiani e che il lavoro notturno rende difficile l’ingresso di nuove leve. Le relazioni con produttori di Toscana e Puglia continuano, ma il volume dell’attività non è quello di un tempo. Nei capannoni restano le operazioni di carico e scarico, ma la presenza dei commercianti si è ridotta.

Valentino Di Pisa, presidente nazionale di Fedagromercati-Confcommercio e responsabile della Di Pisa srl, indica nella concentrazione delle imprese una possibile risposta alla diminuzione del giro d’affari e alla necessità di ammortizzare i costi. Secondo Di Pisa, l’attuale orario potrebbe non essere più adatto alle abitudini di acquisto e il mercato potrebbe essere ripensato anche durante il giorno, come avviene a Roma. Il timore, aggiunge, è che quando gli operatori attuali smetteranno di lavorare non ci sarà un passaggio generazionale sufficiente e il sistema dovrà cambiare.