Il sindaco di Bologna Matteo Lepore sta valutando la proposta di intitolare piazza Verdi a Francesco Lorusso, lo studente e militante di Lotta Continua ucciso da un carabiniere durante gli scontri dell’11 marzo 1977. L’iniziativa ha raccolto quasi 2.000 firme e nei prossimi giorni dovrebbe approdare formalmente alla commissione Toponomastica del Comune.
«Sto prendendo seriamente in considerazione la proposta», ha dichiarato Lepore, spiegando di voler ascoltare il dibattito cittadino prima di assumere una decisione. Secondo il sindaco, il confronto sugli spazi pubblici è utile proprio perché esistono posizioni diverse e può favorire un dialogo tra generazioni sulla vicenda di Lorusso e sul significato che ancora conserva per la città.
Il confronto sulla memoria del 1977
Lepore ha ricordato di recarsi ogni anno sulla tomba di Lorusso e ha definito il giovane una delle figure più significative della storia recente bolognese. La sua uccisione, ha sottolineato, rappresenta un fatto storico importante, che ha segnato profondamente Bologna. Il sindaco ha aggiunto che la città dovrebbe fare i conti con il proprio passato senza dividersi in tifoserie.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha sostenuto che il dialogo e il confronto siano più importanti del punto di arrivo finale. A suo giudizio, una discussione democratica seria può evitare sia una lettura nostalgica di quella stagione sia la negazione di quanto accaduto. La decisione sull’eventuale nuova intitolazione non è quindi stata ancora presa.
La posizione della Lega
Contro l’ipotesi si è espresso Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna. Il consigliere ha definito preoccupanti le parole di Lepore, sostenendo che il sindaco debba custodire una memoria collettiva capace di comprendere tutte le responsabilità e tutte le vittime di quegli anni.
Di Benedetto ha riconosciuto la tragicità della morte di Lorusso e il diritto di ricordare l’accaduto, ma ha giudicato divisiva la trasformazione della sua figura in un simbolo ufficiale della città. Secondo il capogruppo, l’11 marzo 1977 fu anche una giornata segnata da scontri, violenze, assalti, devastazioni e danni alle attività commerciali. Piazza Verdi, ha concluso, appartiene a tutti i bolognesi e non a una sola parte politica.
Tra i firmatari della proposta figurano Renzo Ulivieri, ex allenatore del Bologna e presidente dell’Associazione italiana allenatori calcio, e Lino Aldrovandi, padre di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto nel 2005 a Ferrara dopo essere stato fermato da agenti della Polizia. Ha aderito anche Giulia Lorusso, nipote di Francesco.
I promotori hanno spiegato che il numero di adesioni testimonia quanto l’evento sia ancora presente nella memoria di persone appartenenti a generazioni e orientamenti politici e culturali differenti. La richiesta formale alla commissione Toponomastica sarà depositata la prossima settimana. Oltre alla raccolta online, è possibile aderire anche tramite posta elettronica all’indirizzo indicato dagli organizzatori.