Serviranno quattro milioni di euro per riparare i danni e rimettere in sicurezza il centro sportivo Biavati di Bologna. L’obiettivo del Comune è avviare i lavori all’inizio del 2027 e consentire una riapertura parziale durante l’estate dello stesso anno. L’amministrazione ha inoltre annunciato l’arrivo dei bandi per la gestione della struttura e per l’assegnazione degli spazi.
Il piano è stato definito dopo mesi di verifiche, valutazioni giuridiche ed economiche e progettazione degli interventi. Il Comune ha ripreso la disponibilità dell’impianto l’11 giugno e ha quindi avviato le attività necessarie per rendere nuovamente accessibili le aree al pubblico.
Danni a impianti e strutture
Le prime criticità, rilevate a febbraio, erano legate all’assenza di energia elettrica e a gravi manomissioni degli impianti, per un valore stimato di circa 500 mila euro. A queste si sono aggiunti altri danneggiamenti e furti avvenuti durante il periodo di custodia da parte della curatela. Sono stati colpiti i campi da calcio in erba sintetica, gli impianti elettrici e di riscaldamento, i motori dei palloni e le coperture, i fari dei campi e altre infrastrutture.
Il Comune ha presentato una querela contro ignoti per danneggiamenti e furti e ha comunicato l’intenzione di agire per il risarcimento. Il valore complessivo degli interventi necessari è così salito a quattro milioni di euro. Parallelamente, è in corso un accertamento tecnico preventivo davanti al Tribunale civile di Bologna, promosso dalla procedura di liquidazione giudiziale di U.S. Corticella SSD, per verificare lo stato dei luoghi.
La prima riapertura
Le procedure dovrebbero concludersi tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027. A quel punto potrà partire una prima tranche di lavori da un milione di euro, attualmente in fase di approvazione da parte dei tecnici comunali. L’intervento consentirebbe di rendere disponibili il bar e il punto ristoro, due campi da calcio in erba sintetica a 11, un campo a 7, sei campi da tennis in terra rossa con le relative coperture invernali e i servizi con gli spogliatoi.
La stima dei costi ha suscitato le critiche della minoranza. Gabriele Giordani, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha definito arbitraria la cifra complessiva, osservando che l’accertamento tecnico preventivo dovrà stabilire anche quanto eventualmente riconoscere al Comune per lavori e migliorie eseguiti dai precedenti gestori. Secondo Giordani, gli stanziamenti iniziali da 500 mila euro e da un milione dimostrerebbero che l’amministrazione non aveva ancora un quadro completo delle condizioni dell’impianto.
Nicola Stanzani, consigliere di Forza Italia, ha parlato di un fallimento della gestione e dei controlli, sostenendo che il costo ricadrà sui cittadini. Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega, ha invece chiesto quanto si sarebbe potuto risparmiare con verifiche più puntuali durante il periodo di affidamento della struttura.