Beppe Zinetti non vede una gerarchia definitiva tra Skorupski e Pessina. L’ex portiere del Bologna, oggi osservatore attento del ruolo dopo una lunga esperienza da preparatore, affida la scelta alla quotidianità degli allenamenti e soprattutto alla condizione mentale dei due numeri uno. In vista della sfida contro l’Inter, secondo Zinetti dovrebbe giocare chi avrà maggiore serenità e la testa più libera.
Il tema nasce dagli errori commessi da Pessina a Lecce, episodio che ha riacceso il dibattito sulla gestione dei giovani portieri. Zinetti invita però a non trasformare una prestazione negativa in una sentenza definitiva. A suo giudizio, a diciotto anni l’errore fa parte del percorso di crescita e non può essere considerato automaticamente il segnale di un fallimento. Il portiere, ricorda, è esposto a sbagli anche quando raggiunge i massimi livelli.
Il peso degli errori
Per l’ex rossoblù, il giudizio su Pessina deve comprendere anche la parata compiuta nel finale della partita di Lecce, quando ha evitato il possibile pareggio. Gli episodi negativi vanno analizzati e corretti, ma non possono cancellare il resto della prestazione. Lo stesso criterio, osserva Zinetti, vale per Skorupski, descritto come un interprete di alto livello del ruolo.
La gestione successiva a un errore, spiega, dipende dalla fiducia che lo staff ripone nel giocatore. Se le qualità restano convincenti, al portiere possono essere concesse due o tre gare consecutive da titolare, così da permettergli di ritrovare continuità. Se invece il peso degli episodi continua a condizionarlo, una partita in panchina può aiutare ad allontanare i pensieri negativi. In questo percorso, aggiunge, è decisivo anche il lavoro quotidiano di chi lo allena.
Il ricordo del Bologna
Zinetti, oggi 68enne, ha legato gran parte della sua carriera al Bologna. Nato a Leno, nel Bresciano, ha collezionato 260 presenze ufficiali con il club tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, attraversando il settimo posto della stagione 1980-81, la retrocessione in Serie B dell’annata successiva e gli anni del ritorno tra i cadetti.
Arrivato da giovane a Casteldebole, ricorda l’importanza del preparatore Pietro Battara, che lo accompagnò fino al debutto in Serie A a 21 anni. Oggi guarda al Bologna con prudenza: la partenza è stata complicata, mentre i tre punti conquistati a Lecce hanno dato ossigeno al gruppo. Il cambio di allenatore, sottolinea, non può produrre risultati immediati e richiede tempo.
Il prossimo appuntamento sarà al Dall’Ara contro l’Inter. Zinetti ricorda con particolare affetto le vittorie ottenute dal Bologna della sua epoca contro i nerazzurri e sul campo della Juventus. Pur vivendo da tempo a Casalecchio e frequentando raramente lo stadio, continua a seguire la squadra, partecipa alle iniziative dei Veterani Rossoblù e collabora con l’ex compagno Franco Colomba nella formazione dei veterani.