Ordine pubblico

Zanni propone 150 agenti in più per la sicurezza a Bologna

La proposta comprende equipaggiamenti operativi e regole d’ingaggio chiare per chi lavora in strada.

Zanni propone 150 agenti in più per la sicurezza a Bologna

Alberto Zanni, candidato sindaco di Una Nuova Bologna e presidente nazionale di Confabitare, ha presentato a Bologna una serie di proposte dedicate alla sicurezza urbana. L’iniziativa si è svolta negli uffici di Confabitare in via Marconi, in occasione del lancio del convegno Sicurezza a Bologna: criticità e prospettive, in programma il 24 settembre.

Il convegno sarà condotto da Michele Laganà, presidente nazionale dell’associazione Bologna Futura. Laganà ha illustrato il percorso seguito dal movimento, ricordando le 480 liste civiche presentate in Italia, i 12 sindaci e i 76 consiglieri comunali eletti. L’obiettivo, ha spiegato, è partire dall’analisi dei problemi concreti del territorio per costruire un programma, senza limitarsi alla definizione di proposte generiche.

Le proposte per la polizia locale

Zanni ha citato un sondaggio realizzato da Sigma Consulting, secondo cui il 70% degli intervistati a Bologna sarebbe preoccupato per il peggioramento della qualità della vita. Nel quadro tracciato dal candidato, una parte dei cittadini avrebbe paura di muoversi in città durante il giorno e soprattutto nelle ore serali. Per questo, ha sostenuto, è necessario un impegno costante nell’arco dei cinque anni di mandato e non soltanto durante la campagna elettorale.

La proposta principale prevede l’aumento immediato di 150 agenti di polizia locale. Zanni ha inoltre indicato la necessità di dotare il personale di taser, manganelli estensibili e giubbotti antitaglio, oltre che di mezzi specifici come auto con celle di protezione e motociclette. Le misure sono state presentate come strumenti per rafforzare la capacità operativa degli agenti impegnati sul territorio.

Il tema delle regole d’intervento

Giovanni Preziosa, già assessore alla sicurezza nella giunta guidata da Giorgio Guazzaloca, ha spostato l’attenzione sull’organizzazione e sulle regole che disciplinano gli interventi. Secondo Preziosa, una parte significativa delle politiche di sicurezza non richiederebbe nuove risorse, ma dipenderebbe dalla volontà politica dei Comuni e del Governo di applicare decisioni già possibili.

Preziosa ha osservato che le volanti sono numericamente insufficienti, sostenendo però che il problema riguardi anche il modo in cui vengono organizzati i servizi. Ha quindi richiamato le difficoltà degli operatori che intervengono in strada: un’azione decisa, ha affermato, può esporli al rischio di un’indagine o di richieste di risarcimento. Da qui la richiesta di definire in modo esplicito limiti e protocolli d’intervento per chi opera nell’ambito della sicurezza urbana.

Laganà ha ribadito che Bologna Futura non sarebbe schierata con alcuna forza politica, pur riconoscendo i rapporti di amicizia con Zanni e Preziosa. Quest’ultimo ha precisato di non avere, al momento, una posizione politica e di intervenire esclusivamente sulla base della propria esperienza professionale maturata in quasi cinquant’anni di attività sulle strade di Bologna.