Sfida elettorale

Zanni boccia a Bologna l’apertura di Lepore ai civici

Il progetto guidato dall’esponente civico rifiuta l’intesa e accusa l’amministrazione di cercare consenso all’ultimo momento.

Zanni boccia a Bologna l’apertura di Lepore ai civici

Alberto Zanni, candidato sindaco di Bologna con il progetto Una Nuova Bologna, respinge l’apertura del primo cittadino Matteo Lepore alle forze civiche in vista delle comunali del 2027. La posizione è stata espressa il 29 settembre 2026, attraverso una netta presa di distanza dall’ipotesi di collaborazione avanzata dal sindaco. “No, grazie”, è la risposta di Zanni, secondo cui la proposta non sarebbe autentica né credibile.

Il candidato sostiene che l’invito rivolto al mondo civico arrivi soltanto con l’avvicinarsi della competizione elettorale. “In cinque anni di governo della città quella mano tesa non si è mai vista”, afferma Zanni, accusando l’amministrazione comunale di non avere mostrato in precedenza una reale disponibilità all’ascolto. Nella sua ricostruzione, durante il mandato non ci sarebbe stata un’apertura concreta verso le realtà civiche presenti in città.

La critica al mandato amministrativo

La contestazione riguarda quindi non solo l’ipotesi di un’intesa elettorale, ma anche il bilancio politico della Giunta. Zanni definisce Bologna mal amministrata e afferma di non voler fingere soddisfazione per gli anni di governo del Partito democratico. A suo giudizio, l’apertura di Lepore sarebbe legata alla necessità di recuperare consenso più che a una volontà effettiva di collaborazione.

“Non manifesta una reale volontà di collaborazione, ma il nervosismo di un sindaco che si trova davanti a una città sempre più contendibile”, sostiene il candidato. La valutazione sulla gestione della città costituisce, secondo Zanni, il punto di partenza del progetto Una Nuova Bologna, nato con l’obiettivo di proporsi agli elettori come alternativa all’attuale amministrazione.

Il rifiuto dell’alleanza

Zanni esclude che il progetto possa essere inserito in una coalizione costruita per garantire la continuità amministrativa. “Il civismo non nasce per fare la ruota di scorta dei partiti”, dichiara, chiarendo che il suo gruppo non intende essere coinvolto soltanto per ampliare il perimetro elettorale o contribuire al recupero di consensi.

La posizione viene ribadita anche rispetto alla possibilità di un accordo con le forze che sostengono l’attuale governo cittadino. “Non siamo disponibili a essere chiamati quando serve allargare un perimetro elettorale”, afferma Zanni. Il progetto, spiega, vuole rivolgersi ai cittadini che chiedono una città e un’amministrazione diverse, senza entrare in una coalizione orientata alla prosecuzione dell’esperienza in corso.

La conclusione del candidato è quindi un rifiuto dell’apertura e la conferma di una linea autonoma in vista del voto del 2027. Una Nuova Bologna, nelle intenzioni del suo promotore, non nasce per completare un’alleanza già esistente, ma per favorire un cambiamento della stagione politica cittadina insieme a tutti coloro che vorranno aderire alla proposta.