Basket bianconero

Virtus Bologna, la sfida dei tre lunghi nel nuovo sistema

Diouf, Diarra e Kokila chiamati a reggere difesa e rimbalzi tra campionato ed Eurolega.

Virtus Bologna, la sfida dei tre lunghi nel nuovo sistema

La Virtus Bologna è attesa da un avvio di stagione particolarmente impegnativo, con un calendario che ha subito messo la squadra davanti ad avversari di primo piano. Dopo l’esordio in Supercoppa contro l’Olimpia Milano, la formazione bianconera ha affrontato il debutto in Eurolega in Turchia, sul campo del Fenerbahce. A stretto giro sono arrivate altre due trasferte: la gara di campionato contro Varese e, martedì, il nuovo confronto europeo con Milano.

Il calendario non concede pause nemmeno sul parquet di casa. Il primo appuntamento al PalaDozza sarà infatti contro l’Olympiacos, campione d’Europa. Un avvio complesso per un gruppo profondamente rinnovato, che deve ancora trovare equilibrio e automatismi. La presenza di nove stranieri amplia le possibilità di scelta, ma in Serie A obbliga ogni volta a escluderne tre.

Il ritmo imposto da Mumbrù

Il tecnico Alex Mumbrù ha sottolineato la necessità di concedere tempo alla squadra, chiamata a conoscersi e ad assimilare una filosofia basata sulla velocità. L’obiettivo è correre per tutta la partita e arrivare al tiro già nei primi secondi dell’azione. Un’impostazione che può esaltare gli esterni, ma che richiede un lavoro particolarmente dispendioso ai giocatori nel ruolo di centro.

I lunghi, per caratteristiche fisiche, fanno più fatica a coprire rapidamente il campo rispetto ai piccoli. Inoltre, quando la pressione difensiva degli esterni non è sufficiente, devono uscire più spesso dalle proprie responsabilità abituali e coprire spazi aggiuntivi. Il rischio è di andare in difficoltà e finire al centro delle critiche. È quanto accaduto nella partita di sabato scorso a Tortona: Momo Diouf ha commesso tre falli in pochi minuti, mentre il successivo impiego di Aliou Diarra non ha risolto del tutto i problemi.

Rimbalzi e sacrificio

Il reparto dei centri bianconeri comprende anche Kevin Kokila, debuttante fermato durante il precampionato e ancora privo della possibilità di accumulare minuti in partita. Le tre torri della Virtus sono chiamate da Mumbrù a garantire presenza a rimbalzo, un fondamentale che può produrre ulteriori possessi e aumentare le occasioni di tiro, oltre a favorire le ripartenze in contropiede.

Diouf, Diarra e Kokila sono tutti nati nel 2001. Momo e Kevin hanno già compiuto 25 anni, mentre Aliou è più giovane di qualche mese. Un’età che, sulla carta, coincide con la maturità agonistica, ma che per i lunghi non sempre corrisponde a una piena stabilità, considerato che il ruolo tende storicamente a richiedere tempi di crescita più lunghi.

La stagione della Virtus passerà dunque anche dalla capacità dei suoi centri di sostenere il ritmo e colmare le lacune difensive. Nel ruolo di finto cinque potrà essere utilizzato Bobi Klintman, mentre Francesco Ferrari e Derrick Alston Junior rappresentano alternative legate soprattutto a situazioni d’emergenza. Il peso degli straordinari e della copertura degli spazi resterà però principalmente sulle spalle di Diouf, Diarra e Kokila.