Basket europeo

Virtus, a Bologna Mumbrù chiede tempo per costruire il futuro

Il tecnico catalano punta su un gruppo giovane e su responsabilità condivise, senza rinunciare ad ambizioni elevate.

Virtus, a Bologna Mumbrù chiede tempo per costruire il futuro

Alex Mumbrù è il nuovo allenatore scelto dalla Virtus Bologna per avviare un percorso di crescita in Italia e in Europa. Il tecnico catalano, reduce dalle esperienze maturate ai massimi livelli con la Germania, è arrivato in un club chiamato a mantenersi competitivo pur dovendo fare i conti con un budget inferiore rispetto alle principali avversarie continentali.

La situazione economica della società è stata illustrata con chiarezza dal direttore generale Paolo Ronci, che ha parlato apertamente con il nuovo tecnico prima dell’accordo. Mumbrù ha raccontato di essersi confrontato anche con Sergio Scariolo, suo compagno di percorso nella Nazionale spagnola e già allenatore della Virtus. Da Scariolo avrebbe ricevuto indicazioni positive sull’ambiente bianconero e sull’esperienza vissuta a Bologna, culminata nella conquista dell’EuroCup e nel ritorno della squadra in Eurolega.

Un progetto da costruire

Il nuovo allenatore non ha nascosto le difficoltà legate alla partenza di alcuni protagonisti delle ultime stagioni. Teodosic, Shengelia e Cordinier non fanno più parte del gruppo, mentre l’organico attuale è composto in larga parte da giocatori giovani. L’esperienza internazionale di maggiore spessore è quella del capitano Daniel Hackett, che a dicembre compirà 39 anni e che ha già vinto l’Eurolega ai tempi del Cska Mosca.

Per Mumbrù, quindi, la trasformazione della Virtus in una squadra capace di correre in contropiede non può essere immediata. Il tecnico ha citato gli esempi di Paris e Valencia, formazioni apprezzate per i ritmi elevati e per i risultati ottenuti, ricordando però che entrambe hanno impiegato anni prima di applicare con continuità le proprie idee di gioco. L’obiettivo resta quello di costruire un sistema riconoscibile, ma per raggiungerlo serviranno tempo, lavoro e pazienza.

Le ambizioni, in ogni caso, non sono state ridimensionate. Mumbrù ha spiegato di voler vincere ogni partita e di voler iniziare a farlo il prima possibile, pur sapendo che un progetto solido richiede gradualità. Non intende parlare di una squadra identificata esclusivamente con il suo nome: allenatori e giocatori cambiano, mentre a restare è il club. L’idea è però quella di aprire un ciclo, se le condizioni lo permetteranno, lavorando in sinergia con Ronci e con l’intera struttura societaria.

Più responsabilità nel gruppo

Tra i primi temi affrontati dal tecnico c’è anche la distribuzione delle responsabilità offensive. Nella scorsa stagione la Virtus aveva scelto Carsen Edwards per avere un riferimento nei possessi decisivi. Secondo Mumbrù, però, l’esterno non ha sempre rappresentato quel giocatore a cui affidare l’ultimo tiro. Ora non esiste un unico punto di riferimento designato per concludere le azioni.

La scelta, nella visione dell’allenatore, non è necessariamente un limite. Avere un solo giocatore incaricato di risolvere le partite potrebbe diventare un problema, mentre il nuovo gruppo offre più soluzioni. In un sistema corale, ciascun elemento dovrà assumersi la propria parte di responsabilità, sostenendo i compagni nei momenti positivi e nelle difficoltà. La nuova Virtus riparte da questa idea, con l’obiettivo di crescere senza rinunciare alla competitività.