Archivi francesi

Ustica, Lepore: prima di tutto bisogna leggere le carte

Il sindaco di Bologna invita alla prudenza dopo l’apertura annunciata da Parigi e richiama il nodo dell’udienza romana.

Ustica, Lepore: prima di tutto bisogna leggere le carte

La disponibilità della Francia ad aprire i propri archivi sulla strage di Ustica viene accolta con cauto ottimismo dalle istituzioni bolognesi. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore considera l’apertura un fatto importante, ma invita a non parlare ancora di una svolta definitiva: prima sarà necessario esaminare i documenti e verificare quali informazioni contengano realmente.

Il primo cittadino ha commentato la vicenda a margine di un’iniziativa, dopo la notizia della disponibilità francese a fornire la documentazione relativa alla strage aerea di 46 anni fa. Lepore ha sottolineato che, in passato, gli archivi consegnati nell’ambito delle attività di ricerca sono arrivati talvolta con omissis e parti mancanti. Per questo, secondo il sindaco, le carte dovranno essere analizzate insieme agli avvocati dei familiari delle vittime.

Attesa per l’udienza a Roma

La vicenda si intreccia con l’udienza prevista nelle aule del tribunale di Roma sulla richiesta della procura di archiviare l’indagine. In vista di questo passaggio, Lepore aveva scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un aggiornamento sulle attività legate alla ricerca della documentazione e sulla collaborazione con gli Stati esteri.

Nella lettera, il sindaco ricordava anche l’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Bologna. Il documento chiede all’amministrazione di svolgere un ruolo di interlocuzione con il governo su tre questioni: il lavoro della commissione incaricata di verificare il mancato rinvenimento degli archivi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relativi al periodo 1969-1984, l’attività del comitato consultivo sul versamento degli atti e la cooperazione dei Paesi che potrebbero disporre di elementi utili.

Le reazioni del Partito democratico

Sulla disponibilità francese è intervenuto anche il presidente del Partito democratico Stefano Bonaccini, che l’ha definita una notizia attesa da troppo tempo e ha ricordato come la strage rappresenti una ferita ancora aperta per l’Italia. Bonaccini ha chiesto una collaborazione completa e rapida, senza omissioni, sollecitando il governo a proseguire con la pressione diplomatica, la desecretazione e la digitalizzazione degli atti.

Il segretario provinciale del Pd di Bologna, Enrico Di Stasi, ha collegato l’annuncio agli anni di rogatorie rivolte alla Francia senza esito. A suo giudizio, la decisione potrebbe offrire una possibilità concreta di arrivare alla verità sulla strage e incidere anche sulla richiesta di archiviazione. Di Stasi ha inoltre riconosciuto il ruolo dell’associazione dei familiari, guidata da Daria Bonfietti, e ha ribadito il diritto dei parenti delle 81 vittime del volo Dc9 Itavia a conoscere tutta la verità sulla vicenda.