Truffa online

Sequestrati cinque siti falsi per aste immobiliari e giudiziarie

L’indagine coordinata dalla Procura di Bologna riguarda portali che imitavano enti pubblici e professionisti reali.

Sequestrati cinque siti falsi per aste immobiliari e giudiziarie

Cinque siti fraudolenti sono stati sequestrati dalla Polizia nell’ambito di un’inchiesta su false vendite immobiliari e aste giudiziarie. I portali erano riconducibili, almeno nell’aspetto e nei contenuti, al Tribunale di Cesena, al Consiglio del notariato e a diversi studi notarili realmente esistenti.

L’operazione è stata annunciata dalla Questura di Bologna. Secondo quanto riferito, le piattaforme riproducevano la grafica e le informazioni di siti istituzionali o professionali, utilizzando denominazioni e riferimenti capaci di generare fiducia negli utenti. Le proposte pubblicate riguardavano immobili e procedure giudiziarie che, in realtà, non esistevano.

L’indagine dopo il falso portale di Faenza

Gli accertamenti sono condotti dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica dell’Emilia-Romagna e coordinati dalla Procura di Bologna. L’inchiesta era già stata estesa, a fine settembre, dopo il sequestro di un altro portale fraudolento che si presentava come il sito del Tribunale di Faenza.

Gli annunci erano accompagnati da documentazione dall’apparenza ufficiale, tra cui perizie tecniche e avvisi di vendita. Nei contenuti comparivano anche riferimenti a professionisti risultati inesistenti oppure completamente estranei alle attività pubblicizzate.

Verifiche sull’uso dell’intelligenza artificiale

Nel corso degli approfondimenti è emerso il possibile impiego di strumenti di intelligenza artificiale generativa per realizzare i contenuti online. Secondo gli investigatori, queste tecnologie avrebbero permesso di creare rapidamente siti dall’aspetto realistico, rendendo più difficile per gli utenti individuare gli elementi ingannevoli e aumentando l’apparente autorevolezza delle piattaforme.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, i domini sono stati sottoposti a sequestro preventivo e resi inaccessibili. Le indagini proseguono, anche sul piano internazionale, per identificare i responsabili della rete di siti e ricostruire le modalità della frode.