La stima dei danni provocati dagli scontri a Bologna non è ancora definitiva, ma il conto iniziale oscilla tra 170mila e 280mila euro. La quantificazione riguarda le conseguenze della manifestazione contro il carovita, sfociata in episodi di violenza nel centro della città. Restano da verificare il numero delle vetrine danneggiate, dei cassonetti incendiati, dei cantieri stradali rimossi e dei monumenti vandalizzati, oltre alle perdite subite dagli esercizi commerciali.
La stima del sindacato di polizia
A intervenire sul tema è stato Giovanni Punzo, segretario generale regionale del Siap Emilia-Romagna. Dopo gli episodi del cosiddetto sabato nero, il sindacato ha diffuso una provocazione definita calcolatrice del carovita al contrario: un elenco di costi indicativi per evidenziare l’impatto delle devastazioni sulla collettività.
Secondo il documento, un cassonetto incendiato avrebbe un costo di circa 600 euro, sostenuto attraverso la Tari versata dai residenti. La sostituzione di una vetrina danneggiata può invece variare tra 1.500 e 3mila euro, a carico del commerciante o sotto forma di maggiori premi assicurativi. Per un’automobile distrutta o incendiata, la stima indicata è compresa tra 8mila e 15mila euro, mentre la riparazione di un muro storico o di una fermata dell’autobus imbrattata o danneggiata viene quantificata tra 800 e 2mila euro.
Il conto per soccorsi e ripristini
Nel calcolo del Siap rientrano anche le spese sanitarie e operative legate agli agenti e agli operatori eventualmente feriti. Il sindacato indica una cifra di circa 10mila euro per ogni persona ferita, considerando ricoveri, cure, giorni di prognosi e sostituzione del personale. A questi costi si aggiungono quelli, non quantificati, legati alle giornate di lavoro perse a causa dei blocchi stradali e delle attività di ripristino.
Punzo sostiene che una singola giornata di protesta sfociata nella guerriglia possa arrivare a costare centinaia di migliaia di euro alle città dell’Emilia-Romagna. La tesi del sindacato è che tali risorse, provenienti dai bilanci pubblici, finiscano per incidere sui servizi destinati alle famiglie, sugli asili e sulla manutenzione delle strade. La cifra complessiva resta comunque una stima e potrà essere definita soltanto dopo il completamento della conta dei danni.