Bologna si è risvegliata con i segni degli scontri avvenuti durante la manifestazione contro il caro vita di sabato 17 ottobre 2026. Il corteo, partito dal centro e composto da circa 3.000 persone, è stato seguito da un gruppo di circa 300 soggetti incappucciati che si è staccato dalla testa della manifestazione, concentrando le azioni violente soprattutto nell’area della stazione.
Il bilancio aggiornato dalla Questura di Bologna parla di 75 appartenenti alle forze dell’ordine feriti, 18 dei quali con prognosi comprese tra 10 e 30 giorni. Gli arrestati sono saliti a cinque: quattro sono minorenni, nati tra il 2008 e il 2010. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni, danneggiamento aggravato e travisamento durante una manifestazione pubblica.
Tra gli arrestati figura anche una sedicenne nata a Imola, di cittadinanza tunisina, trovata in possesso di un coltello monofilare lungo 18 centimetri e di due paia di forbici con punte acuminate. Durante gli scontri, le forze dell’ordine hanno utilizzato lacrimogeni e idranti per contenere il lancio di oggetti avvenuto nella zona dello scalo ferroviario.
I danni nel centro cittadino
All’indomani della manifestazione, sono rimasti visibili gli effetti delle violenze: cassonetti incendiati, cartelli stradali divelti, vetrine danneggiate, parti di un cantiere staccate e sampietrini sparsi lungo le strade. Decine di Mobike sono state danneggiate, alcune utilizzate per realizzare barricate e poi incendiate. Colpito anche un Burger King in piazza Medaglie d’Oro, preso di mira durante gli scontri.
Dall’alba squadre incaricate del ripristino hanno iniziato a rimuovere i detriti e a sistemare le aree interessate. Confesercenti Bologna ha chiesto un incontro urgente al sindaco e al prefetto per affrontare le conseguenze degli episodi e individuare misure contro nuove degenerazioni nel centro storico, segnalando i disagi subiti da commercianti, gestori di pubblici esercizi e cittadini.
Le reazioni politiche e del sindacato
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito inaccettabili le violenze registrate a Bologna, Milano e Torino, esprimendo solidarietà agli agenti feriti e alle persone che hanno subito danni. Secondo La Russa, la violenza non può essere considerata uno strumento di protesta né trovare giustificazioni politiche o sociali.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha chiesto che non vi sia impunità e ha richiamato il diritto di riunione pacifica previsto dalla Costituzione. Il capogruppo della Lega a Bologna, Matteo Di Benedetto, ha invocato il carcere per chi ha commesso reati, il Daspo urbano per gli altri responsabili e la costituzione del Comune come parte civile.
Il sindacato di polizia Siap dell’Emilia-Romagna ha diffuso una stima dei costi legati ai danni, ai blocchi e agli interventi di ripristino, sostenendo che una giornata di protesta nelle città emiliano-romagnole possa comportare spese per centinaia di migliaia di euro. Sulla vicenda è intervenuta anche la senatrice Cinzia Pellegrino, che ha parlato di un grave attacco allo Stato, mentre Giovanni Favia ha commentato un video relativo al danneggiamento del locale di piazza Medaglie d’Oro.