Basket in campo

Saverio Lanzarini, a 52 anni è il veterano degli arbitri di A

Il fischietto bolognese ha già diretto 574 gare e 21 finali scudetto: nessuna idea di smettere

Saverio Lanzarini, a 52 anni è il veterano degli arbitri di A

Saverio Lanzarini si prepara a compiere 52 anni e, dopo il ritiro di alcuni colleghi, è diventato l’arbitro più anziano in attività nella Serie A di basket. Un primato anagrafico che non sembra pesargli, anche perché la voglia di stare sul parquet e dirigere le partite è ancora intatta.

Il direttore di gara bolognese ha raccontato di sentirsi ancora in forma, sebbene con qualche anno in più rispetto agli inizi. La sua esperienza internazionale si è conclusa dopo il passaggio al mondo Fiba, mentre oggi il suo impegno è concentrato sul massimo campionato italiano. Nel suo percorso, ha accumulato trasferte, partite e una lunga familiarità con alberghi, ristoranti e aeroporti.

Oltre 570 partite e 21 finali

I numeri della carriera parlano di 574 partite dirette e 21 finali scudetto. L’ultima gara citata è quella disputata al Forum tra Olimpia Milano e Virtus, arbitrata insieme a Valerio Grigioni e Denis Quarta. Lanzarini non ha però raggiunto i precedenti record di Lo Guzzo e Paternicò, entrambi oltre quota 700 presenze.

Per arrivare a quei livelli servirebbe proseguire ancora a lungo, ma l’ipotesi del ritiro non è al momento all’ordine del giorno. A 55 anni, ha spiegato, entreranno in gioco alcuni parametri da rispettare. Per ora, invece, l’obiettivo è continuare ad arbitrare e provare ad aumentare il numero delle finali scudetto.

La gestione della partita

Con l’esperienza è cambiato anche il modo di dirigere. Prima della palla a due, Lanzarini invita a fischiare il meno possibile: non significa rinunciare al controllo, ma lasciare giocare quando è possibile e intervenire nei momenti necessari. Un equilibrio che, secondo il direttore di gara, richiede autorevolezza e la capacità di farsi sentire quando in campo la situazione diventa più tesa.

Nel corso della carriera non sono mancati episodi difficili. Ha ricordato una partita al termine della quale una spettatrice gli lanciò un giornale e lo spinse, arrivando anche a denunciarlo. Le immagini televisive, ha spiegato, chiarirono che l’arbitro aveva subito l’aggressione senza reagire. In altre occasioni è uscito scortato dai campetti, ma le pressioni e i commenti ostili sono diventati più gestibili con il passare degli anni.

Tra i riferimenti tecnici ha citato lo spagnolo Miguel Angel Betancor, apprezzato per calma, serenità e autorevolezza. Lanzarini ha detto di aver cercato di prendere il meglio da molti arbitri e di continuare a osservare e seguire anche i più giovani.

La passione per Bologna

Il legame con Bologna resta centrale anche fuori dai palazzetti. In famiglia, la moglie Silvia sostiene la Fortitudo mentre il figlio Riccardo tifa Virtus. Lui, arbitro di entrambe le squadre, preferisce non schierarsi e scherza sul derby che il figlio, ancora molto giovane, ha vissuto troppo poco. L’auspicio è che la stracittadina possa tornare a disputarsi.

Un altro legame è quello con il Playground dei Giardini Margherita, dove ha arbitrato diverse volte, anche nella versione old style. Lanzarini ha spiegato che potrebbe tornare al torneo dopo il ritiro, forse anche prima, perché lo considera una parte della sua storia sportiva e della sua città. Anche l’esperienza con la refcam, di cui è stato tra i primi a essere coinvolto, viene ricordata come un test interessante per l’evoluzione dell’arbitraggio.

Per il momento, dunque, il fischietto resta in mano. Lanzarini continuerà a dirigere le gare della massima serie con l’obiettivo di aggiungere altre presenze e finali a una carriera già lunga, senza fissare una data precisa per l’addio.