Tecnologia sanitaria

Sant’Orsola di Bologna, 304° tra gli ospedali smart

Il rapporto analizza 410 strutture in 33 Paesi sulla base dell’innovazione digitale applicata alle cure.

Sant’Orsola di Bologna, 304° tra gli ospedali smart

Il policlinico Sant’Orsola di Bologna si è classificato al 304° posto mondiale nella graduatoria World’s Best Smart Hospitals 2027, realizzata dalla rivista Newsweek in collaborazione con Statista. Il ranking prende in esame il livello di innovazione tecnologica e digitale applicato all’assistenza e alla cura dei pazienti.

Il ranking internazionale

L’edizione considerata ha valutato 410 strutture sanitarie distribuite in 33 Paesi. La graduatoria è guidata dagli Stati Uniti: al primo posto figura la Mayo Clinic del Minnesota, seguita dalla Cleveland Clinic di Rochester e dal Mount Sinai Hospital di New York.

Il Sant’Orsola è uno dei 17 ospedali e istituti italiani presenti nella classifica. Il policlinico bolognese si colloca oltre la centesima posizione, insieme ad altre strutture nazionali come il Centro Cardiologico Monzino di Milano, al 131° posto, il San Camillo Forlanini di Roma, al 144°, e l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, al 146°.

Gli altri riconoscimenti

Per l’Italia, tra i primi cento istituti del ranking mondiale compaiono l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, 45°, il Policlinico Gemelli di Roma, 51°, l’Ospedale San Raffaele Gruppo San Donato di Milano, 67°, l’Istituto Humanitas di Rozzano, 76°, e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, 96°.

Il risultato si aggiunge ad altri riconoscimenti ottenuti dal policlinico bolognese nelle classifiche di Newsweek. Nel settembre precedente, il Sant’Orsola era comparso in sette specialità della graduatoria annuale dedicata a 13 aree mediche. A febbraio, invece, il report World’s Best Hospitals 2026 lo aveva collocato al quinto posto tra gli ospedali italiani e al 76° nella classifica globale.

La graduatoria degli Smart Hospitals si concentra in particolare sull’impiego di strumenti e soluzioni tecnologiche e digitali nei percorsi di assistenza. La posizione raggiunta dal Sant’Orsola di Bologna ne conferma la presenza tra le strutture italiane inserite nel confronto internazionale.