Salute pubblica

Rianimazione, a Bologna sopravvivenza oltre la media

Duecentocinquanta studenti imparano manovre salvavita e uso dei dispositivi durante l’iniziativa Viva!

Rianimazione, a Bologna sopravvivenza oltre la media

Oltre 250 studenti delle classi quinte di cinque istituti bolognesi hanno partecipato a Palazzo D’Accursio a una serie di dimostrazioni sulle manovre di primo intervento. Le lezioni, tenute da 36 volontari, hanno illustrato come riconoscere un arresto cardiaco e come eseguire il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

L’iniziativa rientra nella settimana Viva!, promossa dall’Italian Resuscitation Council e dedicata alla sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare. L’appuntamento si è svolto in occasione della giornata mondiale dedicata al tema, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’intervento tempestivo da parte dei cittadini.

I dati dell’area bolognese

Secondo i dati forniti dall’Ausl di Bologna, nel territorio il 17% delle persone colpite da arresto cardiaco riesce a sopravvivere. Il dato è superiore alla media italiana, pari al 6,6%, e a quella europea, che si attesta al 7,5%. Nel 2025, in 206 casi, un cittadino è intervenuto prima dell’arrivo dei sanitari dopo l’allerta del 118: una quota corrispondente al 57% degli episodi considerati.

La percentuale è cresciuta negli anni anche grazie a Dae RepondER, l’app regionale sviluppata dall’Ausl di Bologna. Il sistema avvisa le persone che hanno attivato il servizio quando si verifica un arresto cardiaco nelle vicinanze e indica la posizione del defibrillatore più vicino. Nell’area metropolitana sono presenti 2.143 defibrillatori, di cui 652 nel capoluogo. In tutta l’Emilia-Romagna il numero raggiunge quota 11.824.

Nuovi defibrillatori e formazione

La Regione ha inoltre finanziato con quasi 450mila euro l’Ausl di Bologna per la distribuzione di 230 nuovi apparecchi. La direttrice generale dell’azienda sanitaria, Anna Maria Petrini, ha spiegato che i dispositivi saranno consegnati alla rete composta da Comuni, scuole, forze dell’ordine, vigili del fuoco e Protezione civile. L’obiettivo è accompagnare il potenziamento della dotazione con una formazione diffusa sulle prime azioni da compiere.

Per l’assessora al Welfare del Comune, Matilde Madrid, il soccorso non riguarda soltanto i professionisti sanitari, ma l’intera comunità. A Bologna nel 2025 si è registrato in media un arresto cardiaco al giorno e la città è tra quelle in cui i cittadini riescono più spesso ad arrivare prima dei mezzi di emergenza. Le attività rivolte agli studenti puntano quindi a rafforzare la capacità di riconoscere l’emergenza e intervenire rapidamente.