Gli attivisti di Cambiare Rotta hanno organizzato una protesta davanti alla residenza universitaria privata Domus Ind 33, in via Stendhal a Bologna. L’iniziativa si è svolta lunedì mattina con l’obiettivo di contestare un modello di edilizia universitaria che, secondo il collettivo, continua a favorire operatori privati e investitori mentre molti studenti devono affrontare affitti elevati e una disponibilità limitata di posti accessibili.
La contestazione sulle tariffe
La struttura dispone complessivamente di 121 posti letto. Di questi, 37 sono disponibili a tariffa calmierata, mentre per gli altri il costo di una camera singola varia tra 538 e 799 euro. Per Cambiare Rotta si tratta di prezzi che non rendono più semplice la permanenza degli studenti fuorisede e che confermano le difficoltà legate all’accesso all’alloggio universitario.
La Domus Ind 33 è l’ultima di una serie di residenze universitarie private finite nel mirino delle mobilitazioni dei collettivi. In precedenza, proteste avevano riguardato anche il Social Hub di via Fioravanti e l’ex Istituto Zoni, nella zona universitaria. Con l’iniziativa di lunedì, gli attivisti hanno quindi esteso la contestazione a un’altra struttura privata presente in città.
Le richieste sul diritto allo studio
Nel corso della protesta, il collettivo ha rivolto critiche anche a Ergo, l’agenzia regionale per il diritto allo studio. Secondo gli attivisti, molti studenti non avrebbero ancora ricevuto l’assegnazione di un posto in studentato, mentre le graduatorie definitive non sarebbero state pubblicate nonostante le lezioni siano già iniziate da una settimana. Il rischio denunciato è che gli alloggi vengano assegnati soltanto a ottobre, con un preavviso considerato troppo breve.
Cambiare Rotta ha inoltre chiamato in causa la ministra Anna Maria Bernini e il Comune di Bologna, contestando più in generale la presenza di quelli che definisce studentati privati di lusso. Tra gli esempi citati dal collettivo figura l’ex Tre Stelle, indicato come collegato alla stessa società che gestisce il fondo immobiliare di SpinTime. Gli attivisti hanno infine giudicato insufficiente, rispetto alle necessità del diritto allo studio, il milione di euro annunciato dal sindaco Matteo Lepore per il welfare studentesco.