Una trentina di persone ha partecipato a Bologna al presidio "Stop guerra ibrida. Bologna è il ventre molle di Russia Today", organizzato sulla scalinata del Pincio da Radicali Rimini ed Europa Radicale. L’iniziativa, sostenuta anche da Azione, +Europa (Ora!), Pld e altre realtà liberali, è stata dedicata al contrasto della disinformazione e della propaganda attribuita al Cremlino.
Al centro della manifestazione c’è stata la denuncia della presenza di contenuti propagandistici riconducibili a enti considerati illegali dall’Unione europea. "Bologna è la città dove vengono fatti più eventi di propaganda di enti illegali", ha dichiarato il senatore di Azione Marco Lombardo, intervenuto al presidio. Gli organizzatori hanno presentato l’appuntamento come una testimonianza di unità tra istituzioni e società civile.
La denuncia sulla propaganda
Laura Botti, attivista e componente del consiglio direttivo di Europa Radicale, ha spiegato che l’obiettivo era esprimere un rifiuto netto della diffusione della propaganda di guerra del Cremlino in Italia. Secondo Botti, questo tipo di comunicazione tenterebbe di inserirsi nella società civile attraverso contenuti presentati come informazione o opinioni, con l’effetto di influenzare l’opinione pubblica e indebolire le istituzioni democratiche.
Per Lombardo, il tema non riguarda la libertà di espressione in quanto tale, perché la propaganda è legittima. La criticità, secondo il senatore, nasce quando a diffonderla sono soggetti dichiarati illegali da un regolamento europeo. In questo caso, ha sostenuto, si configurerebbero ingerenza straniera e "guerra cognitiva", con possibili effetti anche sui processi elettorali.
La proposta di legge
Durante l’iniziativa Lombardo ha annunciato per il 7 novembre una manifestazione nazionale dedicata al riconoscimento della guerra ibrida, al funzionamento di Russia Today e alla propaganda del Cremlino. L’appuntamento dovrebbe concentrarsi anche sulla tutela dei processi elettorali dalle interferenze esterne.
In chiusura, il senatore ha ricordato di essere il primo firmatario, insieme a Carlo Calenda, della proposta di legge "Scudo democratico contro le ingerenze straniere". Il testo riprende una normativa già adottata a livello europeo. Lombardo ha citato inoltre la Francia, dove candidati di destra e di sinistra starebbero discutendo un accordo comune contro le interferenze russe nelle elezioni.
Secondo il senatore, in Italia il tema resterebbe invece marginale e la proposta sarebbe di fatto insabbiata in Parlamento. Lombardo attribuisce questa situazione alla presenza, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, di forze politiche che considera permeate dalle ingerenze russe.