Davide Benati torna nelle sale della OTTO Gallery di Bologna con Portolano, una personale dedicata alla sua ricerca artistica e al repertorio di immagini che ne ha definito il linguaggio nel corso dei decenni. L’esposizione arriva a quattro anni dalla personale Pagine, del 2022, e a due dalla partecipazione alla collettiva Hortus. La pazienza e la grazia, del 2024.
Il progetto è concepito come un viaggio nell’iconografia dell’artista e assume la forma di un’autobiografia per immagini. Nelle sale della galleria vengono riuniti segni e motivi che, dalla fine degli anni Settanta a oggi, sono entrati a comporre il vocabolario visivo di Benati. Le opere si sviluppano su fogli di carta nepalese, descritta come fibrosa, umile e resistente, in un rapporto tra pieni e vuoti, suggestioni e rimandi.
Un atlante oltre la cronologia
L’allestimento è pensato come uno strumento visivo dinamico e aperto. Il percorso non segue volutamente l’ordine cronologico, ma propone una disposizione assimilabile a un atlante, richiamando il modello di memoria per immagini associato ad Aby Warburg. Il pubblico è così invitato a muoversi tra i segni che compongono l’alfabeto visuale di Benati e che, nello stesso tempo, raccontano la sua poetica e la sua storia personale.
Ogni immagine conserva una propria autonomia semantica e affonda talvolta le radici in codici lontani dalla tradizione occidentale e dai suoi strumenti più consueti. La ricerca dell’artista si apre a un altrove immaginario, attraverso una sequenza di riferimenti letterari e artistici, e attraverso la presenza di echi e silenzi che contribuiscono a definire la lettura delle opere.
Nel percorso espositivo emergono richiami al racconto Encantadas di Herman Melville e alle immagini di Hokusai, Hiroshige e Utamaro. Tra le suggestioni citate figurano anche Campo di grano con volo di corvi di Vincent van Gogh, la memoria della frequentazione con Antonio Tabucchi e il film Sogni di Akira Kurosawa. Questi riferimenti compongono una geografia delle forme e delle influenze che attraversano il lavoro di Benati.
Il significato del titolo
Il titolo Portolano richiama gli antichi strumenti di orientamento alla navigazione, con le loro indicazioni su fondali, coste, correnti, maree e venti. Nel progetto della galleria, il termine diventa una chiave di lettura per una mappatura del linguaggio visivo dell’artista: non una ricostruzione lineare, ma un insieme di approdi, direzioni e corrispondenze tra immagini.
La mostra è accompagnata dalla pubblicazione Portolano, edita da Prearo di Milano. Il volume completa il progetto espositivo e raccoglie il riferimento editoriale legato alla personale ospitata dalla OTTO Gallery.