Si chiama PoliticaMente il progetto ideato da Aurora Nanni, studentessa bolognese di 20 anni iscritta al corso PPE – Politics, Philosophy and Economics della Luiss Guido Carli di Roma. La piattaforma, disponibile all’indirizzo PoliticaMente.ai, nasce con l’obiettivo di aiutare gli utenti a orientarsi tra istituzioni, partiti, protagonisti dell’attualità e dichiarazioni politiche, in un contesto segnato dalla circolazione continua di informazioni soprattutto sui social network.
Il sito è stato sviluppato dalla giovane durante l’estate ed è pensato innanzitutto per i suoi coetanei, ma anche per chi vuole comprendere meglio i fatti della politica italiana prima di formarsi un’opinione. Il progetto raccoglie e organizza informazioni, documenti e fonti con l’intento di fornire il contesto necessario per interpretare le notizie e distinguere gli elementi verificabili dai commenti o dalle letture di parte.
Un progetto rivolto ai giovani
Secondo Nanni, la distanza di molti ragazzi dalla politica non dipende soltanto dal disinteresse. Un ostacolo importante sarebbe rappresentato dalla difficoltà di comprendere il linguaggio delle istituzioni, il funzionamento dei meccanismi politici e le posizioni dei diversi partiti. La studentessa sostiene che, quando mancano queste basi, diventa complesso persino individuare il punto da cui iniziare per capire un tema di attualità, un’elezione o una decisione pubblica.
Da questa esigenza nasce l’idea di uno spazio definito dalla sua ideatrice come neutro, nel quale trovare risposte alle domande sulla politica e sulle istituzioni italiane. L’intento dichiarato non è indicare agli utenti quale posizione assumere, ma mettere a disposizione elementi utili per costruire valutazioni autonome, anche diverse da quelle della stessa Nanni.
Fonti e fact-checking
PoliticaMente comprende sezioni dedicate alle istituzioni, ai partiti, ai principali protagonisti della politica italiana e ai temi al centro del dibattito pubblico. Sono presenti anche contenuti dedicati alle parole e ai concetti più ricorrenti nel linguaggio politico. La piattaforma punta a utilizzare un linguaggio accessibile, cercando di rendere comprensibili anche gli argomenti complessi senza ridurli a spiegazioni eccessivamente semplicistiche.
Alla base del sistema c’è un archivio di fonti selezionate, tra cui giornali, documenti istituzionali, normative e dati statistici. Le informazioni vengono raccolte periodicamente, classificate e uniformate per consentire il confronto tra materiali diversi. Quando più fonti si occupano dello stesso avvenimento, il sistema prova a individuare gli elementi fattuali comuni e a separarli, per quanto possibile, da commenti, interpretazioni e linguaggi di parte.
Il procedimento di verifica parte dall’affermazione sottoposta dall’utente, che viene scomposta nei suoi elementi controllabili e confrontata con le fonti disponibili. In base alle evidenze raccolte, il sistema può confermare o smentire la dichiarazione, oppure fornire gli elementi per contestualizzarla. Le fonti restano visibili e, quando i dati non sono sufficienti per una conclusione solida, sono previsti ulteriori controlli.
L’intelligenza artificiale è tra gli strumenti impiegati nello sviluppo, ma il progetto non consiste nella semplice integrazione di una chatbot. L’obiettivo dichiarato è usare la tecnologia per organizzare le informazioni e sostenere la capacità critica degli utenti, non per sostituirla. Nanni collega infine l’iniziativa alla necessità di aiutare i giovani a orientarsi nella grande quantità di contenuti, spesso divergenti o in conflitto tra loro, che ricevono quotidianamente attraverso i social.