INTIMIDAZIONE

Minacce di morte a Lepore e Bonaccini, lettera al Comune

Il messaggio scritto a mano è stato denunciato alla polizia: verifiche sulle telecamere per individuare il responsabile

Minacce di morte a Lepore e Bonaccini, lettera al Comune

Una lettera anonima con minacce di morte rivolte al sindaco di Bologna Matteo Lepore e all’europarlamentare del Partito Democratico Stefano Bonaccini è stata recapitata agli uffici comunali di Palazzo d’Accursio. Il documento, scritto a mano e privo di firma, contiene una frase in caratteri cubitali: "Stefano Bonaccini e Matteo Lepore sono condannati a morte".

La busta è stata trovata ieri mattina da una dipendente incaricata di ritirare la posta arrivata al Comune. Dopo il ritrovamento è stata presentata denuncia alla polizia, che ha avviato gli accertamenti per risalire all’autore del messaggio. Gli investigatori stanno esaminando anche le immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona, con l’obiettivo di ricostruire il percorso della missiva e verificare le modalità della sua consegna.

Un nuovo episodio dopo le minacce online

Per Lepore si tratta di un ulteriore episodio dopo gli insulti e le minacce ricevuti nei mesi scorsi attraverso i social network e la posta elettronica. In seguito a quei messaggi erano state rafforzate le misure di protezione del sindaco. La nuova intimidazione coinvolge anche Bonaccini, che aveva già ricevuto minacce durante gli anni alla guida della Regione Emilia-Romagna.

Al momento, secondo quanto emerso, non ci sono elementi che colleghino l’autore della missiva ai precedenti episodi. Le verifiche dovranno chiarire se il gesto sia riconducibile a una singola iniziativa o se esistano collegamenti con le intimidazioni già segnalate nei confronti dei due esponenti politici.

La condanna del Partito Democratico

Il deputato bolognese del Pd Andrea De Maria ha espresso solidarietà a Lepore e Bonaccini, definendo la vicenda un fatto grave e allarmante. A suo giudizio, il passaggio dall’odio manifestato sui social alle minacce fisiche e scritte rappresenta un salto di qualità, sul quale è necessaria una risposta condivisa delle forze politiche e della società civile.

Anche il segretario provinciale del Pd, Enrico Di Stasi, ha condannato l’accaduto e manifestato la vicinanza del partito ai due esponenti. Di Stasi ha richiamato il clima di attacchi rivolti al sindaco nelle ultime settimane, sottolineando la responsabilità della politica nell’abbassare i toni e nell’isolare chi alimenta l’odio. Ha inoltre chiesto una condanna netta da parte di tutte le forze politiche ed espresso fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura per individuare i responsabili.