Tutela infantile

La neonata della Culla per la Vita verso l’affido

Dopo il periodo al Sant’Orsola, la bambina è stata affidata ai servizi sociali: buone le condizioni di salute.

La neonata della Culla per la Vita verso l’affido

Una nuova fase si apre per Maria Stella, la neonata trovata la sera dell’8 agosto nella Culla per la Vita delle Suore Minime di Santa Clelia Barbieri. Dopo circa venti giorni trascorsi al Policlinico Sant’Orsola, la piccola ha lasciato la struttura ospedaliera ed è stata affidata ai servizi sociali.

Le condizioni della bambina sono sempre state buone, secondo quanto reso noto. Terminato il periodo di osservazione sanitaria, Maria Stella attende ora di essere accolta da una famiglia che possa prendersi cura di lei e accompagnarla nel nuovo percorso.

Il ritrovamento nella culla protetta

La neonata era stata lasciata all’interno di uno spazio pensato per garantire sicurezza e anonimato alle madri in difficoltà. L’allarme collegato alla Culla per la Vita aveva segnalato la presenza della bambina alle religiose, che si erano recate immediatamente sul posto.

Le suore avevano preso in braccio la piccola e l’avevano accudita fino all’arrivo dei sanitari. L’intervento aveva consentito di prestare le prime cure e di trasferire la neonata al Policlinico Sant’Orsola per gli accertamenti e il periodo di osservazione previsto.

Affidata ai servizi sociali

Con l’uscita dall’ospedale, la gestione della vicenda è passata ai servizi sociali. Per Maria Stella comincia così l’attesa di una famiglia, dopo i primi giorni trascorsi sotto assistenza sanitaria e dopo l’accoglienza ricevuta dalle religiose.

La notizia del ritrovamento aveva suscitato commozione a Bologna. La Culla per la Vita rappresenta uno spazio protetto per lasciare un bambino in sicurezza, tutelando al tempo stesso l’anonimato della madre. Nel caso di Maria Stella, il percorso prosegue ora con la ricerca di un contesto familiare disposto ad accoglierla.