Diritti e tutela

Insulti razzisti a una tirocinante al Maggiore di Bologna

L’Ausl esprime vicinanza e offre assistenza psicologica dopo l’episodio avvenuto al Pronto soccorso

Insulti razzisti a una tirocinante al Maggiore di Bologna

A Bologna, una studentessa del corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Bologna, impegnata nel tirocinio al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, è stata aggredita verbalmente da un paziente con insulti a sfondo razzista. L’episodio, avvenuto il giorno precedente rispetto alla nota diffusa dall’Azienda Usl, ha suscitato la presa di posizione dell’Ausl di Bologna.

Secondo quanto riferito, la tirocinante è stata destinataria di frasi offensive e discriminatorie, tra cui l’invito a tornare nel proprio Paese accompagnato da ulteriori ingiurie. L’aggressione non è stata fisica, ma ha avuto un forte impatto sulla studentessa, che si trovava nella struttura ospedaliera per svolgere il proprio percorso formativo nell’ambito dell’assistenza infermieristica.

La posizione dell’Ausl

In una comunicazione ufficiale, l’Azienda Usl di Bologna ha condannato fermamente l’aggressione verbale e ha espresso vicinanza e solidarietà alla giovane. L’azienda ha inoltre ringraziato le colleghe e i colleghi intervenuti tempestivamente per sostenerla dopo l’accaduto.

Il corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Bologna ha messo a disposizione della studentessa un percorso di sostegno psicologico, che è stato accettato. L’intervento è stato predisposto per offrirle supporto dopo l’episodio e accompagnarla nella prosecuzione dell’attività formativa.

Allarme collegato alla Questura

L’Ausl ha ribadito che la sicurezza di chi lavora e si forma nei servizi sanitari rappresenta una priorità. Tra le misure adottate nei presidi ospedalieri vengono indicate la presenza di guardie giurate 24 ore su 24 e la possibilità di attivare un collegamento diretto con la Questura attraverso un sistema di allarme dedicato.

Anche in occasione dell’aggressione al Pronto soccorso del Maggiore è stato azionato il cosiddetto pulsante rosso, facendo scattare la procedura prevista per il contatto con la Questura. L’Azienda Usl ha sottolineato che il sistema è destinato a tutelare sia il personale sanitario sia gli studenti impegnati nelle attività formative all’interno delle strutture aziendali.