Dati regionali

Infortuni sul lavoro, Bologna prima in Emilia-Romagna per vittime

Quattordici decessi registrati fino a luglio: undici durante l’attività e tre nel percorso verso l’occupazione.

Infortuni sul lavoro, Bologna prima in Emilia-Romagna per vittime

Bologna è la provincia dell’Emilia-Romagna con il maggior numero di vittime sul lavoro nei primi sette mesi del 2026. Al 31 luglio sono stati registrati 14 decessi complessivi: 11 in seguito a infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa e 3 nel tragitto tra casa e luogo di lavoro, i cosiddetti incidenti in itinere.

Il dato colloca il territorio bolognese in zona arancione nella mappa del rischio elaborata dall’Osservatorio Sicurezza Vega. L’incidenza è di 22,3 morti ogni milione di occupati, un valore superiore sia alla media regionale, pari a 16,4, sia a quella nazionale, che si attesta a 17,8. Per questo indicatore Bologna è preceduta da Reggio Emilia, con 32,8 vittime ogni milione di occupati, e Ravenna, con 23,3: entrambe le province si trovano in zona rossa. Modena, con un’incidenza di 18,6, rientra invece nella fascia arancione.

Il quadro nelle province

Considerando il numero assoluto dei decessi, dopo Bologna si trovano Reggio Emilia con 9 vittime, Modena con 8 e Ravenna con 6. Seguono Forlì-Cesena e Parma, entrambe con 3 casi, Piacenza e Rimini con 2 e Ferrara con 1.

Nel complesso, nei primi sette mesi del 2026 l’Emilia-Romagna ha contato 48 morti sul lavoro, uno in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I decessi avvenuti durante l’attività lavorativa sono stati 34, cinque in più rispetto all’anno precedente, mentre quelli in itinere sono scesi a 14, quattro in meno.

Denunce e fasce più colpite

Nello stesso periodo sono aumentate anche le denunce di infortunio avvenuto durante l’attività lavorativa: 40.486, contro le 38.303 dei primi sette mesi del 2025. Le denunce riguardano 26.412 uomini e 14.074 donne. Sono 11.589 quelle riferite a lavoratori stranieri; tra le vittime degli incidenti mortali avvenuti durante il lavoro, 12 erano straniere.

Per quanto riguarda l’età, le fasce più colpite sono quelle comprese tra 55 e 64 anni e tra 45 e 54 anni, entrambe con 11 vittime. Seguono i lavoratori tra 35 e 44 anni, con 5 decessi, e gli over 65, con 4 casi.

Secondo Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, l’Emilia-Romagna resta in zona gialla e mantiene un’incidenza inferiore alla media nazionale, ma l’aumento dei decessi avvenuti durante l’attività lavorativa richiede attenzione. Rossato sottolinea inoltre i livelli di rischio delle province in zona rossa e arancione e richiama la necessità di rafforzare la prevenzione nei contesti e tra le categorie più esposte, verificando nei prossimi mesi l’evoluzione delle criticità rilevate.