Oltre 20mila persone hanno riempito l’Unipol Arena di Bologna per il ritorno in Italia degli Strokes, assenti dal Paese da quindici anni. Quella emiliana è stata l’unica tappa italiana del tour Reality Awaits, andata esaurita in pochi minuti. Sul palco, la band guidata da Julian Casablancas ha presentato alcuni brani dell’ultimo album omonimo, pubblicato lo scorso luglio dopo più di sei anni di attesa dal precedente The New Abnormal.
Già dal primo pomeriggio i fan, arrivati da diverse parti d’Italia, hanno iniziato a radunarsi negli spazi del vicino centro commerciale Gran Reno, in attesa dell’apertura dei cancelli prevista alle 18. Il pubblico, composto da persone di età diverse, si è preparato a seguire lo show anche dalla prima fila. Alle 19 le luci si sono spente per lasciare spazio al cantautore australiano Alex Cameron, accompagnato da un chitarrista e da un tastierista.
Mezz’ora più tardi è salita sul palco la Fat White Family, formazione inglese dai ritmi serrati. Durante l’esibizione il cantante Lias Saoudi si è lanciato tra gli spettatori, creando qualche difficoltà agli addetti alla sicurezza. Concluse le due esibizioni di apertura, il pubblico ha iniziato a invocare l’arrivo degli Strokes, attesi in Italia dal loro ultimo concerto del 12 luglio 2011, quando erano stati headliner al Flippaut Alternative Reload di Vigevano.
Una scaletta tra classici e brani recenti
L’attesa è terminata dopo un intermezzo di musica francese, con l’avvio dello show sulle note di Tyrants of the Mellow Moon, brano tratto dal nuovo album. L’esplosione del pubblico è arrivata subito dopo con Reptilia, sostenuta da uno dei riff di chitarra più riconoscibili della band e inserita nell’album Room on Fire del 2004.
Da quel momento gli Strokes hanno proposto una sequenza serrata dei brani più rock della propria discografia: Juicebox, Heart in a Cage e You Only Live Once hanno preceduto diversi pezzi dell’album d’esordio Is This It, che quest’anno celebra i venticinque anni. Tra i momenti più partecipati della serata ci sono stati Last Nite, Hard to Explain, New York City Cops e Take It or Leave It.
Non sono mancati i brani più recenti, compresi The Adults Are Talking e Ode to the Mets. Quest’ultima, una ballata, è stata cantata dall’intero palazzetto in un coro particolarmente intenso. A coinvolgere ulteriormente gli spettatori ha pensato il batterista italoamericano Fabrizio Moretti, che in italiano ha intonato Bella Ciao.
Due ore di musica e due bis
Il concerto si è svolto senza incidenti nonostante il pogo e i circle pit organizzati dal pubblico durante i passaggi più pesanti. La band è apparsa in buona forma, con Julian Casablancas ancora al centro dello spettacolo. L’unica esitazione segnalata durante la serata è stata una breve dimenticanza di alcune parole in Automatic Stop.
Lo show si è concluso dopo circa due ore e due bis. Gli Strokes sono tornati più volte sul palco per salutare gli spettatori, chiudendo con Selfless, brano spesso escluso dalla scaletta di questo tour. Dopo il concerto, molti fan hanno auspicato un nuovo ritorno del gruppo americano in Italia.