In una conferenza stampa convocata al termine del mercato, l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci ha fatto il punto sulla situazione economica e sportiva del club. Al centro dell’incontro con tifosi e operatori del settore ci sono stati i conti della società, le principali cessioni effettuate durante la sessione e gli obiettivi della squadra per la stagione in corso.
Il nodo dei conti e la linea societaria
Fenucci ha spiegato che, senza gli introiti garantiti dalla partecipazione alle coppe europee, il costo della rosa risultava superiore alle entrate. Il dirigente ha indicato in 145 milioni di euro le spese sostenute a fronte di 85 milioni di ricavi. Per affrontare il disavanzo, la società aveva già programmato un intervento vicino ai 15 milioni e aveva previsto alcune operazioni in uscita, con l’obiettivo di ridurre il divario senza compromettere la competitività dell’organico.
Secondo l’amministratore delegato, le cessioni sono state quindi legate alla necessità di mantenere un equilibrio finanziario, proseguendo allo stesso tempo il progetto sportivo. L’unica operazione maturata in modo diverso, ha spiegato, è stata quella di Jonathan Rowe, trasferito all’Atalanta dopo alcuni segnali di nervosismo manifestati già durante il ritiro. Il club, ha detto Fenucci, ha ritenuto prioritario tutelare l’equilibrio del gruppo e ha preferito procedere alla cessione, anche se i benefici economici dell’accordo saranno visibili negli anni successivi.
Le cessioni e gli obiettivi sul campo
Differente, nella ricostruzione del dirigente, il percorso che ha portato agli addii di Santiago Castro e Jhon Lucumí. Il primo avrebbe chiesto di poter cogliere una nuova opportunità professionale, considerata vantaggiosa anche per la società. Il difensore colombiano, invece, avrebbe ritenuto concluso il proprio ciclo a Bologna dopo essere rimasto una stagione con professionalità. Fenucci ha così distinto le due operazioni da quella relativa a Rowe, sottolineando che nel club non ci sarà spazio per giocatori scontenti o incapaci di inserirsi positivamente nel gruppo.
Sul piano sportivo, l’amministratore delegato ha respinto la definizione di anno di transizione. L’obiettivo dichiarato resta quello di affrontare ogni partita per competere ai massimi livelli, pur riconoscendo la presenza di una concorrenza forte e le difficoltà nel raggiungere le posizioni più alte. Fenucci ha definito la squadra competitiva e ha espresso un giudizio positivo sul lavoro dell’allenatore. Nel progetto societario continueranno inoltre ad avere un ruolo centrale gli investimenti nel settore giovanile, già collegati alla crescita di giocatori come Raimondo, in prestito al Frosinone, e Libra, inserito stabilmente in prima squadra.
Fenucci ha infine affrontato il tema dello stadio, considerato decisivo per ampliare le entrate e assicurare maggiore continuità economica al club. Il nuovo impianto, secondo il dirigente, avrebbe anche una funzione di sviluppo per la città, sul piano attrattivo e sociale. La società ritiene la costruzione di una struttura completamente nuova più praticabile rispetto alla ristrutturazione dello stadio Dall’Ara, ipotizzando una collaborazione tra Saputo, la Fiera e altri imprenditori locali. I progettisti sarebbero già al lavoro e l’idea è quella di realizzare un impianto polifunzionale, anche se nel testo non vengono indicati tempi definitivi per l’avvio dei lavori.
La strategia delineata prevede dunque un progressivo avvicinamento all’autofinanziamento, con l’intento di ridurre la distanza tra costi e ricavi senza rinunciare alle ambizioni sportive. In questo quadro, il settore giovanile e le cessioni dei giocatori più importanti resteranno strumenti della gestione societaria, mentre il progetto dello stadio viene indicato come elemento fondamentale per il futuro del Bologna.