Mauro Felicori ha annunciato l’intenzione di candidarsi alle elezioni per il Consiglio comunale di Bologna, in programma nella primavera del 2027. L’ex assessore alla Cultura dell’Emilia-Romagna ha affidato la comunicazione ai social, spiegando di voler mettere a disposizione dell’amministrazione cittadina la propria esperienza maturata in decenni di attività professionale.
Una proposta distinta dal centrodestra
Felicori ha indicato come obiettivo politico la costruzione di un’alternativa liberal-democratica rispetto al sindaco Matteo Lepore. Il progetto, ha precisato, dovrebbe essere chiaramente distinto anche dalla coalizione di centrodestra. L’annuncio arriva dopo la mancata ricandidatura alle ultime elezioni regionali da parte di Italia Viva, che aveva scelto di inserire i propri candidati nella lista civica a sostegno di Michele de Pascale.
In seguito a quella scelta, Felicori aveva comunicato di non aver rinnovato l’adesione a Italia Viva. Ora il suo nuovo impegno è rivolto alla competizione amministrativa bolognese, con l’obiettivo di partecipare alla formazione della lista e di concorrere per un posto nell’assemblea cittadina.
Il ruolo dell’assemblea cittadina
Tra i temi indicati dall’ex assessore c’è la necessità di restituire centralità al ruolo del Consiglio comunale. Secondo Felicori, l’elezione diretta dei sindaci, sperimentata a Bologna per la prima volta nel 1995, ha rafforzato la capacità decisionale degli esecutivi, ma avrebbe progressivamente ridotto il peso delle assemblee elettive.
Il Consiglio comunale, nella sua impostazione, dovrebbe invece rappresentare il principale punto di raccordo tra il potere esecutivo e i cittadini. Felicori ha ricordato di poter mettere a disposizione mezzo secolo di lavoro, svolto in gran parte nella pubblica amministrazione, come contributo alla nuova esperienza politica.
Resta ancora da definire il candidato sindaco che la lista sosterrà. Felicori ha spiegato che nell’area politica di riferimento operano diversi gruppi e si è augurato che possano convergere su una scelta comune, evitando divisioni, egoismi e veti.