Sostegno economico

Emilia-Romagna, microcredito sociale fino a 10mila euro

La misura regionale prevede un plafond triennale e rimborsi quinquennali per nuclei esclusi dai canali bancari tradizionali.

Emilia-Romagna, microcredito sociale fino a 10mila euro

L’Emilia-Romagna ha approvato una legge regionale sul microcredito sociale destinata alle famiglie che, trovandosi in difficoltà economica, non riescono ad accedere ai normali finanziamenti bancari. Il provvedimento è stato approvato martedì 6 ottobre dall’Assemblea legislativa e presentato il giorno successivo dalla Giunta regionale.

La misura prevede un fondo triennale da 3 milioni di euro, riferito al periodo 2026-2028, attraverso il quale saranno concessi prestiti fino a 10.000 euro. Le somme dovranno essere restituite nell’arco di cinque anni. Le prime erogazioni sono attese all’inizio del 2027.

Come funzionerà il fondo

Lo strumento è rivolto a nuclei familiari colpiti da eventi imprevisti, come una separazione, una malattia, lavori di ristrutturazione o la necessità di assistere un familiare. L’obiettivo è offrire una risposta a chi non riesce a sostenere spese urgenti attraverso il credito ordinario.

Secondo i dati citati dall’assessora alla Legalità Elena Mazzoni, in Emilia-Romagna si contano 132.000 famiglie in condizioni di povertà relativa e il 14% avrebbe difficoltà ad affrontare spese impreviste. Il presidente della Regione Michele de Pascale ha sottolineato che, nonostante il territorio sia tra quelli con minori livelli di povertà, il costo della vita può spingere alcuni nuclei verso condizioni di forte fragilità.

Le richieste saranno valutate in ordine di arrivo e gestite insieme all’Ente nazionale per il microcredito, incaricato di verificare il possesso dei requisiti. I criteri di accesso e l’elenco delle spese ammissibili saranno definiti da un regolamento successivo.

Il fondo avrà natura rotativa: le somme restituite dai beneficiari potranno essere utilizzate per finanziare nuovi prestiti. Mazzoni ha riferito che, sulla base di precedenti esperienze italiane, la quota di mancata restituzione dovrebbe aggirarsi tra il 4 e il 5%.

Il rapporto con il Comune di Bologna

Durante la presentazione è stato affrontato anche il possibile coordinamento con l’iniziativa annunciata dal sindaco di Bologna Matteo Lepore. L’assessora ha escluso sovrapposizioni, spiegando che la Regione lavora alla propria misura da mesi e che le due amministrazioni intendono organizzare gli interventi in modo coordinato.