Due giovani sono stati arrestati dalla squadra mobile della questura di Bologna perché ritenuti responsabili del sequestro di persona e della rapina ai danni di un coetaneo. I fatti risalgono al novembre 2025 e sono stati ricostruiti al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica presso il tribunale di Bologna.
La denuncia della vittima è stata presentata il 21 novembre 2025. Secondo il racconto fornito agli investigatori, il ventenne sarebbe stato prelevato con la forza nei pressi della propria abitazione. Dopo essere stato stordito con un taser, sarebbe stato immobilizzato con fascette di plastica ai polsi e costretto a salire su un’auto. In questa prima fase gli sarebbero stati sottratti una collanina e il denaro contante che aveva con sé.
La notte di violenze
Il giovane sarebbe stato quindi trasportato in una zona rurale fuori Bologna e tenuto prigioniero per diverse ore all’interno di un immobile. Qui, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato legato a una sedia con mani e piedi bloccati da fascette, picchiato e costretto a rivelare le credenziali del proprio home banking.
Al termine della notte la vittima sarebbe stata riaccompagnata a casa. Anche in quel luogo, sempre secondo gli elementi raccolti dalla polizia, le sarebbe stato estorto altro denaro contante sotto la minaccia di un coltello puntato alla schiena. In seguito alle violenze il giovane ha riportato lividi, ferite lacero-contuse ed escoriazioni al fianco destro, alle ginocchia e al volto.
Le verifiche degli investigatori
Gli accertamenti sono partiti dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate nelle vicinanze dell’abitazione della vittima. L’analisi dei filmati ha consentito di individuare un’auto sospetta, transitata nella zona prima e dopo il sequestro. Le riprese sono state poi incrociate con i dati del traffico telematico e telefonico: il filtraggio di migliaia di informazioni ha portato a restringere il campo e a identificare i due indagati.
Il primo arrestato, classe 2006, è incensurato. Il secondo, classe 2003, ha precedenti per reati contro il patrimonio e si trovava già in carcere. Era stato arrestato il 2 settembre 2026 al termine di un blitz della squadra mobile a San Lazzaro di Savena, durante il quale era stato liberato un ventitreenne sequestrato il giorno precedente. Secondo la polizia, il giovane avrebbe inoltre legami di parentela con una delle persone fermate in quella precedente operazione.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. I due arrestati sono pertanto da considerarsi innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.