Memoria familiare

Da Bologna, Valentina ricorda Giovanni Tamburi morto a Crans-Montana

La sorella racconta il sedicenne scomparso nel rogo svizzero e il progetto per una struttura destinata ai senza dimora.

Da Bologna, Valentina ricorda Giovanni Tamburi morto a Crans-Montana

Sono trascorsi nove mesi e una settimana dall’incendio divampato nella notte di Capodanno al locale Le Constellation, a Crans-Montana, in Svizzera. Il rogo provocò la morte di 41 persone e il ferimento di oltre 115 ragazzi. Tra le vittime c’era Giovanni Tamburi, bolognese di 16 anni, ricordato oggi dalla sorella Valentina.

Valentina continua a parlare del fratello sui social e a sostenere giovani scrittori emergenti, seguendo una sensibilità che apparteneva anche a Giovanni. Il ragazzo, racconta, era attento agli altri e aveva tra i suoi amici anche una persona senza dimora. Da questa inclinazione nasce anche il progetto promosso dal padre Giuseppe Tamburi per realizzare una casa destinata ai senzatetto, portato avanti insieme al Comune di Bologna.

Il ricordo della famiglia

La sorella ha spiegato di aver contattato alcune famiglie coinvolte nell’incendio e di aver parlato con diversi ragazzi sopravvissuti. Ha scelto di attendere prima di esporsi pubblicamente, per rispettare la sensibilità di chi sta affrontando un lutto o le conseguenze fisiche e psicologiche della tragedia. L’obiettivo, ha detto, è far sentire la vicinanza della famiglia Tamburi attraverso il ricordo di Giovanni e costruire un fronte comune.

Nel suo intervento Valentina ha richiamato anche gli errori commessi, secondo lei, dalle autorità svizzere durante il riconoscimento delle vittime. Le famiglie, ha osservato, attendono ancora una verità certa e l’individuazione delle responsabilità, mentre alcuni dei giovani sopravvissuti portano sul corpo i segni di quella notte. Sulle possibili responsabilità dei Moretti, Valentina ha precisato di non voler formulare una spiegazione definitiva, riconoscendo che la rabbia potrebbe condizionare il suo giudizio.

Il progetto della casa per persone senza dimora non è stato abbandonato. Il primo spazio individuato aveva suscitato proteste da parte di alcuni residenti e la famiglia, insieme all’amministrazione comunale, sta cercando una soluzione alternativa. Valentina ha ribadito che l’iniziativa resta orientata a trasformare in un aiuto concreto ciò che Giovanni faceva nella vita quotidiana.

L’impegno di Ivan Zazzaroni

Anche il giornalista Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport Stadio e giudice di Ballando con le Stelle, ha seguito da vicino la vicenda. Ha definito l’incendio l’11 Settembre dei ragazzi e ha spiegato che il programma potrebbe ricordare i giovani coinvolti. Tra le ipotesi c’è la partecipazione di Francesca Nota, studentessa di 17 anni sopravvissuta al rogo, che potrebbe intervenire insieme ai genitori.

Zazzaroni ha raccontato di aver mantenuto i contatti con diversi ragazzi e con le loro famiglie dopo la tragedia. A suo avviso, i giovani hanno bisogno di attenzione e sostegno, anche perché le conseguenze di quella notte li accompagneranno per tutta la vita. Il giornalista ha inoltre criticato con durezza gli errori commessi nella fase di identificazione delle vittime, ricordando che i genitori di Giovanni avrebbero dovuto attendere alcuni giorni prima di ricevere conferme.

Per Valentina, il dolore è rimasto invariato rispetto al momento in cui ha saputo della morte del fratello. Il suo racconto sui social, così come il sostegno agli altri ragazzi e il progetto della casa, mira a mantenere vivo il ricordo di Giovanni e a dare un significato concreto alla memoria della tragedia di Crans-Montana.