Accertamenti

Carta sottratta a Bologna: 274 acquisti, denunciata una commessa

Gli agenti risalgono a un soggiorno termale e contestano il coinvolgimento del partner

Carta sottratta a Bologna: 274 acquisti, denunciata una commessa

Un pensionato bolognese di 81 anni si è ritrovato addebiti per 10.580 euro dopo aver affidato la propria carta di credito, per pochi minuti, a una commessa di un negozio di telefonia del centro. Secondo la ricostruzione della polizia, la donna, 39 anni, avrebbe acquisito i dati dello strumento di pagamento durante un intervento di assistenza e li avrebbe poi utilizzati per effettuare acquisti personali.

Le operazioni contestate sono complessivamente 274 e sarebbero state eseguite nell’arco di meno di due mesi, tra il 19 novembre e il 6 gennaio. Gli acquisti hanno riguardato soprattutto abbigliamento, articoli per la casa e voucher per alberghi e centri termali, attraverso le piattaforme Shein e Groupon. Il titolare della carta si è accorto degli ammanchi soltanto a metà gennaio, quando ha controllato i movimenti del proprio conto e ha presentato denuncia alla polizia.

La pista del soggiorno ad Abano

Gli accertamenti sono stati condotti dagli agenti del commissariato Bolognina Pontevecchio. A fornire un elemento decisivo per l’identificazione della sospettata sarebbero state le prenotazioni effettuate tramite Groupon. Seguendo i beneficiari dei servizi acquistati, gli investigatori sono arrivati a un soggiorno termale ad Abano Terme, in provincia di Padova, svolto tra il 24 e il 25 maggio.

La prenotazione avrebbe consentito agli agenti di risalire alla 39enne e al compagno di 43 anni, entrambi convocati negli uffici di polizia. La donna, inizialmente evasiva, avrebbe ammesso di aver sottratto i dati della carta durante l’assistenza al cliente e di averli impiegati per acquisti personali e regali destinati anche al partner. Stando alla sua versione, le persone che avrebbero ricevuto i beni non sarebbero state a conoscenza della provenienza illecita del denaro.

Altri due episodi sospetti

Gli investigatori hanno denunciato anche il compagno. Le verifiche sulle consegne avrebbero infatti documentato un flusso continuo di pacchi recapitati nella sua abitazione, ritenuto incompatibile con le entrate regolari della famiglia. Per entrambi l’accusa è di utilizzo indebito di strumenti di pagamento e sostituzione di persona; la denuncia è stata presentata a piede libero.

L’inchiesta ha inoltre fatto emergere altri due possibili episodi collegati allo stesso esercizio commerciale. Una cliente italiana di 63 anni ha denunciato il 22 gennaio addebiti non autorizzati per circa 47 euro. Una donna di 78 anni ha invece segnalato tre tentativi di pagamento fraudolento, tutti falliti, per un importo complessivo di 225 euro. Le verifiche riguardano quindi tre possibili vittime. Per la coppia resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.