Un bar e una barberia sospesi, sanzioni per violazioni delle norme sul lavoro e quattro giovani segnalati alla Prefettura per il possesso di hashish. È il bilancio dei controlli svolti sabato sera nel quartiere Bolognina, a Bologna, dai carabinieri della Compagnia di Borgo Panigale con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro.
Nel corso del servizio sono state identificate circa cinquanta persone, una ventina delle quali con precedenti, e sono stati sottoposti a verifica tre esercizi commerciali. Gli accertamenti hanno riguardato sia il rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza e regolarità occupazionale sia la posizione delle persone presenti nei locali e nell’area controllata.
Le irregolarità nei locali
Per due delle attività controllate è scattata la sospensione immediata. Il titolare di un bar, di 35 anni, è stato sanzionato per la mancata formazione di un dipendente e per l’assenza del Documento di valutazione dei rischi, previsto dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.
In una barberia, invece, i carabinieri hanno accertato l’impiego di due lavoratori in nero. Anche in questo caso il titolare, di 33 anni, è stato sanzionato e l’attività è stata sospesa. Le contestazioni hanno riguardato la presenza di personale privo di regolare contratto e delle tutele previdenziali previste.
Le altre verifiche
Durante il controllo sono state identificate anche due persone: una era priva di documenti di identificazione, mentre l’altra è risultata irregolare sul territorio nazionale. Gli accertamenti sulla loro posizione sono stati svolti nell’ambito del servizio coordinato dai militari.
Quattro giovani italiani sono stati infine segnalati alla Prefettura dopo essere stati trovati in possesso di hashish. La sostanza, per un quantitativo complessivo di circa sei grammi, è stata sequestrata.
Nei giorni scorsi, la Guardia di finanza aveva effettuato un intervento distinto a Granarolo dell’Emilia, dove era stata accertata la presenza di quattro lavoratori senza contratto e senza copertura previdenziale. Le due aziende coinvolte erano state segnalate all’Ispettorato del lavoro.