Per un tempo il Bologna ha dato l’impressione di poter reggere il confronto con la capolista, ma nella ripresa l’Inter ha preso il controllo della partita e ha trovato spazio con continuità. La squadra di Palladino ha pagato il calo fisico di alcuni uomini e la maggiore profondità delle soluzioni a disposizione di Chivu. Il risultato è una prova dai due volti, con un primo tempo incoraggiante e una seconda frazione nella quale i nerazzurri hanno indirizzato definitivamente la gara.
La difesa regge solo per metà gara
Lukasz Skorupski, tornato titolare, è stato tra i migliori del Bologna. Il portiere polacco ha compiuto interventi importanti su Pio Esposito prima dell’intervallo e su Thuram nella ripresa, senza responsabilità specifiche sui tre gol dell’Inter. Nel terzetto difensivo Casale ha offerto una prestazione ordinata nella prima parte, riuscendo a limitare il centravanti della Nazionale, ma ha sofferto quando è stato spostato a sinistra dopo l’ingresso di Helland.
Theate ha disputato una gara senza sbavature fino al momento della sostituzione, resa necessaria da una contusione. La sua uscita ha privato il reparto dell’elemento più affidabile. Zortea, invece, ha avuto nel primo tempo l’occasione per segnare, ma si è trovato di fronte Martinez; dopo l’intervallo è calato, risultando poco presente nella zona di competenza. Sul gol del 3-1 di Bonny, Mkhitaryan lo ha aggirato con troppa facilità.
Il passaggio decisivo della partita è arrivato sulle fasce. Darmian, preciso e autorevole nel primo tempo, ha accusato un evidente calo fisico nella ripresa, lasciando campo alle iniziative di Carlos Augusto. Anche Miranda è apparso troppo timido in fase di spinta e poco puntuale nelle chiusure. Ferguson ha provato a tenere in piedi la squadra con una serie di interventi e coperture, ma i suoi tentativi non sono bastati a contenere la spinta dell’Inter.
Bernardeschi il più combattivo
In attacco il Bologna ha perso progressivamente efficacia. Piccoli è rimasto in campo circa mezz’ora prima di fermarsi per un infortunio, mentre Enem non è riuscito a difendere un pallone e ha offerto una prestazione lontana da quella mostrata a Lecce. Cambiaghi ha dominato il primo tempo, ma nella seconda parte è praticamente scomparso dal gioco. Dovbyk ha corso senza incidere, apparendo ancora alla ricerca della condizione migliore.
Bernardeschi è stato l’ultimo ad arrendersi: ha lavorato molto, ha provato a rendersi pericoloso con un paio di conclusioni e ha cercato di dare ordine alla manovra, senza però riuscire a cambiare l’inerzia dell’incontro. Moro, entrato nella ripresa, non ha invertito la tendenza. Per Palladino le alternative dalla panchina si sono rivelate inferiori a quelle dell’Inter: la scelta di Helland in posizione centrale non ha prodotto gli effetti sperati e il Bologna ha finito per cedere dopo un primo tempo all’altezza della sfida.