Il Bologna accarezza l’impresa contro l’Inter, ma alla fine deve arrendersi alla rimonta della capolista. Al Dall’Ara i rossoblù passano in vantaggio con Pobega al 10’ e disputano un primo tempo di grande intensità, creando diverse occasioni per il raddoppio. Nella ripresa, però, la formazione nerazzurra cambia volto e ribalta il risultato fino al definitivo 3-1.
La squadra di Raffaele Palladino parte con personalità e mette in difficoltà l’Inter soprattutto attraverso la pressione e le combinazioni centrali. Pobega approfitta di un errore in uscita degli avversari, intercettato da Miranda, e apre la difesa nerazzurra con una conclusione che non lascia scampo. Il Bologna sfiora poi il secondo gol con Bernardeschi, fermato da una parata di Martinez, e con lo stesso Pobega, che colpisce la traversa al 40’.
Thuram pareggia prima dell’intervallo
Quando il Bologna sembra avere il controllo della partita, l’Inter trova il pareggio. Al 44’ Thuram svetta su Casale e indirizza di testa il pallone nell’angolo lontano, superando Skorupski, tornato titolare. Il gol cambia l’inerzia dell’incontro e permette alla formazione di Chivu di rientrare negli spogliatoi con un risultato favorevole sul piano psicologico.
Anche in avvio di ripresa il Bologna prova a reagire, ma l’Inter cresce progressivamente. Skorupski respinge un colpo di testa di Pio Esposito al 48’, poi Chivu interviene dalla panchina inserendo Bonny al posto dell’attaccante e, poco dopo, Diouf e Carlos Augusto per Henrique e Dimarco. Le sostituzioni producono l’effetto sperato e aumentano la spinta nerazzurra.
La rimonta nella ripresa
Al 63’ il Bologna perde Theate per infortunio e la struttura difensiva rossoblù mostra maggiore fragilità. Sei minuti più tardi arriva il sorpasso: Carlos Augusto firma il 2-1. L’esterno brasiliano diventa ancora protagonista all’84’, quando serve a Bonny l’assist per il definitivo 3-1. Per l’Inter si tratta della sesta vittoria nelle ultime sette partite, oltre che della quarta rimonta nel periodo considerato.
Il Bologna resta invece senza successi interni dal 12 aprile. La prestazione lascia comunque indicazioni positive a Palladino, soprattutto per la qualità mostrata nel primo tempo e per la crescita del 3-4-3. Tra gli aspetti da conservare ci sono la tenuta difensiva iniziale, il lavoro della coppia Ferguson-Pobega e la qualità di Bernardeschi e Cambiaghi. A mancare, ancora una volta, è stata la capacità di trasformare il predominio in un vantaggio più ampio, elemento che avrebbe potuto cambiare il destino della partita.