Analisi rossoblù

Bologna cambia passo con Palladino: quota 60 nel mirino

Il nuovo tecnico ha raccolto sette punti in quattro gare, trasformando gioco e atteggiamento della squadra

Bologna cambia passo con Palladino: quota 60 nel mirino

Il Bologna ha cambiato ritmo dopo l’avvicendamento in panchina e, con Raffaele Palladino, ha ritrovato solidità, concretezza e fiducia. L’allenatore, ingaggiato a stagione in corso dopo l’esonero di Domenico Tedesco, ha conquistato sette punti nelle prime quattro partite, una media di 1,75 a gara. Un rendimento che, proiettato sulle trenta giornate ancora da disputare, porterebbe la squadra a superare quota 60 punti complessivi.

Si tratta di una proiezione aritmetica, ancora lontana dal poter rappresentare una previsione attendibile. Il dato però evidenzia la differenza tra i due avvii di stagione: nelle prime quattro gare con Tedesco il rendimento era stato molto più deludente, alimentando il timore di una possibile discesa verso i bassifondi della classifica. Il cambio di guida tecnica non può ancora essere considerato una garanzia per il futuro, ma ha già prodotto una svolta sul piano dei risultati e delle prestazioni.

Una squadra più pragmatica

Dopo il successo ottenuto a Cagliari, Palladino ha parlato di una vittoria costruita con lo spirito e l’atteggiamento giusti. Il tecnico ha inoltre affidato al proprio profilo Instagram un messaggio rivolto alla squadra, sottolineando l’importanza dei tre punti. Nel breve periodo di lavoro avuto a disposizione con il gruppo completo, condizionato anche dalla sosta per le nazionali, ha plasmato una formazione più solida, razionale e pragmatica.

Il nuovo Bologna non sembra cercare il possesso palla fine a se stesso. Nelle quattro partite della gestione Palladino non ha mai superato il 43 per cento di possesso, privilegiando invece il recupero della palla e una verticalità mirata. L’obiettivo è riconquistare il pallone con una riaggressione ordinata, limitare gli spazi concessi agli avversari e trasformare rapidamente il possesso in occasioni offensive.

Le prossime verifiche

La fase di consolidamento dovrà fare i conti anche con le difficoltà del reparto offensivo. Dei tre centravanti di ruolo, Piccoli è fermo per infortunio, Enem deve convivere con una tendinite e Dovbyk è ancora alla ricerca della condizione migliore. Palladino gli ha chiesto una reazione decisa dopo la gara di Cagliari, mentre le prossime sfide serviranno a capire se la crescita della squadra sia destinata a durare.

Il calendario propone già un esame significativo al Meazza, dove il Bologna affronterà il Milan mercoledì. A seguire arriveranno la partita con il Monza al Dall’Ara e il derby con il Parma al Tardini, prima della nuova sosta per le nazionali. Saranno appuntamenti utili per verificare la tenuta del nuovo assetto e per stabilire se il successo in Sardegna abbia rappresentato una svolta strutturale o soltanto un passaggio positivo.

Un altro elemento della gestione Palladino riguarda la distribuzione delle opportunità all’interno del gruppo. Il tecnico ha coinvolto giocatori finora ai margini, come Casale, diventato titolare e autore di gol, Odgaard, impiegato da centravanti, e gli ex invisibili Amondarain, Libra, Vitik e Mbangula. Una scelta che punta ad ampliare le soluzioni e a mantenere competitiva l’intera rosa.