Dissesto idraulico

Bologna, avanti il progetto del tubone per il torrente Ravone

De Pascale conferma l’opera, mentre FdI propone interventi diffusi nell’area collinare.

Bologna, avanti il progetto del tubone per il torrente Ravone

Va avanti la progettazione del cosiddetto tubone, l’opera pensata per contribuire alla messa in sicurezza del torrente Ravone a Bologna. Il progetto è considerato dalla Regione Emilia-Romagna uno degli interventi prioritari per ridurre il rischio idraulico nel capoluogo, ma resta ancora da definire il canale di finanziamento: le risorse potrebbero arrivare dallo Stato oppure essere messe a disposizione dalla Regione.

Il nodo delle risorse

A fare il punto è stato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, a margine di un convegno sulle alluvioni organizzato in Regione insieme all’Esercito, alla presenza del commissario Fabrizio Curcio. Il governatore ha spiegato che il progetto è attuale e che sono in corso le attività preliminari con l’Autorità di Bacino.

De Pascale ha ribadito che l’intervento sarà realizzato, sottolineando che la messa in sicurezza di Bologna rappresenta una priorità. La Regione sta verificando con l’Autorità distrettuale del Po e con il ministero dell’Ambiente se il finanziamento statale sia la soluzione più adatta o se si debba procedere attraverso fondi regionali. Nel frattempo, ha aggiunto il presidente, proseguono tutti gli iter progettuali.

Un passaggio importante riguarda la destinazione dei primi 470 milioni di euro entro il 30 ottobre. Su questo fronte, la Regione ha riferito di essere al lavoro con il Mase, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. La scelta della fonte finanziaria dovrà accompagnare un’opera la cui realizzazione, secondo quanto riferito nel corso dell’incontro, richiederà almeno 10 anni.

La proposta alternativa

Proprio sui tempi dell’intervento è intervenuta Marta Evangelisti, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia. La consigliera ha annunciato la presentazione di un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere di valutare il finanziamento del progetto Acque Sicure, elaborato dal Comitato per la tutela dei Colli Bolognesi, noto come Comicolli.

La proposta rientrerebbe nel miliardo di euro messo a disposizione dal Governo per la sicurezza idraulica dell’Emilia-Romagna e prevede interventi distribuiti sul territorio: dai sistemi drenanti ai piccoli invasi collinari. L’obiettivo indicato è ridurre la pressione sui corsi d’acqua e sulle aree più urbanizzate, valutando anche l’avvio di una sperimentazione nella zona collinare bolognese.