Scontro politico

Bologna, allarme sul sondaggio AI per le Comunali 2027

Una lista denuncia la diffusione online di una rilevazione priva di fondamento

Bologna, allarme sul sondaggio AI per le Comunali 2027

Un’immagine che riproduce un presunto sondaggio sulle elezioni comunali di Bologna del 2027 sta circolando sui social e, secondo la denuncia di una lista civica, anche nelle chat di WhatsApp. La rilevazione sarebbe stata realizzata con l’intelligenza artificiale e non avrebbe alcun fondamento reale.

A segnalare il caso è Uniti per Bologna, formazione legata a Giovanni Favia. In un comunicato, la lista sostiene che il contenuto sia stato creato artificialmente e accusa, senza indicarlo, un gruppo politico bolognese di aver contribuito alla sua diffusione. Favia parla di un’immagine che, una volta separata dal contesto originario, può essere scambiata dagli utenti per un’indagine elettorale autentica.

La denuncia sulla circolazione online

Secondo Uniti per Bologna, lo screenshot del presunto sondaggio avrebbe iniziato a circolare sui social per poi essere condiviso in modo sempre più ampio attraverso WhatsApp. Il problema, sottolinea la lista, riguarda la perdita delle informazioni sull’origine del materiale: le successive condivisioni e gli screenshot possono infatti rendere difficile distinguere una simulazione grafica da una rilevazione condotta secondo criteri verificabili.

Nel comunicato, la formazione guidata da Favia definisce il contenuto una rilevazione completamente inventata e invita a fermare la diffusione di notizie false prodotte con l’intelligenza artificiale. L’accusa arriva in una fase di preparazione della competizione amministrativa, nella quale stanno emergendo nuove formazioni civiche e possibili candidature per Palazzo d’Accursio.

Il confronto con la rilevazione Sigma

Per sostenere la propria posizione, Uniti per Bologna richiama un’indagine realizzata da Sigma Consulting per Confabitare su 470 residenti maggiorenni nel Comune di Bologna. Il campione è stato costruito attraverso interviste telefoniche, via cellulare e online, con una ponderazione per genere, età, titolo di studio e zona di residenza. I dati sono stati inoltre bilanciati sulla base del comportamento di voto alle Comunali del 2021.

La rilevazione indica un margine massimo di errore del 4,5% e un livello di confidenza del 95%. Il documento citato dalla lista misura anche il grado di conoscenza e fiducia nei confronti di quattro possibili protagonisti della prossima sfida. Giovanni Favia risulta conosciuto dal 40% degli intervistati, Stefano Cavedagna dal 35%, Alberto Zanni dal 33% e Alberto Forchielli dal 31%.

Tra le persone che dichiarano di conoscere i singoli nomi, la quota di giudizi di fiducia compresi tra 6 e 10 assegna il 41% a Zanni, il 38% a Favia, il 31% a Forchielli e il 29% a Cavedagna. Rapportati all’intero campione, i valori scendono al 15% per Favia, al 13,5% per Zanni e al 10% sia per Forchielli sia per Cavedagna.

Lo stesso studio rileva infine le caratteristiche ricercate dagli elettori bolognesi. Il 42% indica un candidato capace di combinare esperienza politica e civica, il 34% preferisce una figura proveniente dalla società civile e non legata ai partiti, mentre il 18% opta per un profilo con una chiara esperienza politica e amministrativa.

La polemica si inserisce nel quadro ancora in formazione delle Comunali 2027. Uniti per Bologna ha indicato la prossima tornata amministrativa come proprio orizzonte e Favia ha presentato nei mesi scorsi il progetto con l’obiettivo di costruire una coalizione civica alternativa agli schieramenti tradizionali. Il caso riporta così al centro del confronto anche l’uso dell’intelligenza artificiale nella comunicazione elettorale e il rischio che immagini prive di riscontri vengano diffuse come dati reali.