A Bologna sono circa 4.600 gli alloggi disponibili per locazioni di breve durata. A fornire una lettura del fenomeno è la Sunia Cgil, attraverso il segretario Francesco Rienzi, che contesta l’idea secondo cui questo tipo di ospitalità rappresenti soprattutto una forma di integrazione del reddito per famiglie che affittano una stanza della propria abitazione.
Secondo i dati citati dal sindacato e attribuiti al portale Inside Airbnb, 3.700 annunci, pari all’80,5% del totale, riguardano appartamenti interi. Un elemento che, nella valutazione della Sunia, suggerisce come una parte consistente degli immobili sia riconducibile a proprietari che non vivono stabilmente negli alloggi. Il 70,3% degli host, inoltre, presenta annunci multipli relativi a più abitazioni.
Le attività con più annunci
La preoccupazione maggiore riguarda le realtà che gestiscono numerosi appartamenti, considerate dal sindacato tra i principali attori della trasformazione del comparto. Sempre sulla base delle informazioni riportate da Inside Airbnb, a Bologna risultano attive Wonderful Italy Emilia-Romagna, con 127 annunci, Realkasa, con 108, e GuestHost, con 76. Seguono Bologna District, con 54 annunci, e Design Club Collection, con 34. Il portale indica inoltre almeno altre sei attività con dieci o più annunci.
Rienzi sostiene che intere parti della città siano ormai interessate dalla presenza di operatori specializzati nelle locazioni di breve durata. Il fenomeno, secondo la Sunia, si inserisce in un quadro più ampio segnato da stipendi fermi, dall’assenza di fondi nazionali per l’abitare da quattro anni e dalla disponibilità di numerosi immobili non occupati.
Il nodo degli immobili sfitti
A Bologna gli immobili sfitti sono stimati, nel testo, tra 13mila e 15mila. Per il sindacato, una parte di queste abitazioni potrebbe tornare sul mercato attraverso un Piano Casa capace di sostenere interventi consistenti di ristrutturazione. La richiesta è rivolta al governo, che secondo Rienzi dovrebbe concentrarsi su questo tipo di misure invece di impugnare le norme regionali sulle locazioni di breve durata.
La Sunia lancia infine un avvertimento sulle conseguenze sociali della difficoltà di accesso alle abitazioni. Dopo gli studenti universitari provenienti dalle regioni del Sud, secondo Rienzi rischierebbero di essere costretti a lasciare Bologna anche insegnanti, infermieri e autisti. Sul piano locale, il Comune ha fissato l’Imu al massimo sugli immobili sfitti, ma per il segretario dell’organizzazione sindacale i margini di intervento dell’amministrazione restano limitati.