Un’altra testimonianza su una possibile aggressione omofoba a Bologna è emersa dopo il pestaggio di una coppia gay avvenuto in Porta Mascarella. L’episodio raccontato dal giovane risale alla notte tra il 12 e il 13 settembre, ma la vittima ha deciso di parlare soltanto dopo avere appreso la notizia relativa all’altro caso.
Gli insulti e l’aggressione
Il ragazzo ha riferito al Resto del Carlino di essere stato avvicinato mentre camminava in via San Felice, in compagnia di due amiche. Secondo il suo racconto, il gruppo era formato da circa 15 ragazzi. In un primo momento avrebbe cercato di proseguire senza reagire, ma la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
Stando alla testimonianza, dal gruppo sarebbero arrivati insulti a sfondo omofobo e sputi. Poco dopo, i giovani avrebbero iniziato a colpirlo con calci e pugni, anche mentre si trovava a terra. Il racconto descrive quindi un’aggressione fisica preceduta da offese e provocazioni, ma non fornisce ulteriori elementi sull’identità dei presunti responsabili.
L’intervento e le cure
La violenza si sarebbe interrotta grazie alle urla delle due amiche e all’intervento di un passante, che avrebbe chiamato la polizia. Dopo l’aggressione, il ragazzo è stato accompagnato all’ospedale Maggiore di Bologna per ricevere le cure necessarie.
Le ferite riportate dalla vittima sono state giudicate guaribili in sette giorni. Il suo racconto si aggiunge a quello relativo al pestaggio della coppia gay in Porta Mascarella e riporta l’attenzione su un ulteriore episodio denunciato come omofobo avvenuto nel centro della città.