Moda e design

A Bologna oltre 200 Barbie in mostra con Barbie Couture

Collezione privata, pezzi unici e omaggio a Bob Mackie dal 18 settembre al 20 novembre 2026.

A Bologna oltre 200 Barbie in mostra con Barbie Couture

Dal 18 settembre al 20 novembre 2026, Galleria Cavour a Bologna ospita Barbie Couture, una mostra curata da Alessandra Lepri e nata dalla collezione privata di Paola Felli. Il percorso riunisce oltre 200 esemplari tra edizioni speciali, pezzi unici e creazioni realizzate da artisti e designer internazionali. L’iniziativa è ideata e organizzata da Contemporary Concept, con la direzione artistica di Gaetano La Mantia.

La selezione propone Barbie come oggetto di ricerca tra moda, arte, design e cultura pop, andando oltre la dimensione del giocattolo. Le bambole sono presentate come superfici creative, manichini in miniatura e vere e proprie sculture, con abiti, acconciature, accessori e dettagli spesso modificati a mano. Una parte rilevante della raccolta è costituita dalle opere OOAK, acronimo di One Of A Kind, esemplari irripetibili creati da artisti, costumisti e designer.

Una figura oltre il giocattolo

Presentata alla New York Toy Fair il 9 marzo 1959, Barbie ha introdotto nell’immaginario infantile la rappresentazione di una donna adulta con una propria casa, un’automobile, professioni e interessi. Il suo arrivo ha spostato il gioco dalla sola simulazione della maternità alla possibilità di immaginarsi attraverso un personaggio capace di cambiare identità. Nel corso dei decenni, però, la bambola è stata anche criticata per aver proposto a lungo un modello estetico irrealistico e ristretto.

La mostra mette in evidenza proprio questa ambivalenza: Barbie è stata allo stesso tempo prodotto industriale, simbolo commerciale, icona pop e strumento attraverso cui osservare l’evoluzione dei ruoli femminili. La sua storia comprende professioni e rappresentazioni differenti, dalle attività scientifiche e imprenditoriali fino alla moda e allo spettacolo. Il film Barbie di Greta Gerwig ha riportato al centro del dibattito le contraddizioni legate al personaggio.

Moda, collezionismo e cultura pop

Tra i nomi presenti nell’esposizione figurano NiniMomo, Robert Best, Marco Tiveron, Christine Donnard, Artist Creations e Magia 2000. Un’attenzione particolare è riservata a Bob Mackie, costumista statunitense scomparso pochi giorni prima dell’articolo e noto per aver vestito artiste come Cher, Diana Ross e Tina Turner. In mostra sono comprese 21 sue creazioni, caratterizzate da un’estetica ispirata al glamour e allo spettacolo.

Il percorso è articolato in diverse sezioni. The OOAK Collection raccoglie le Barbie irripetibili, mentre Art & Barbie esplora il rapporto con la ricerca artistica contemporanea. Icons & Legends mette in relazione personaggi reali, celebrità e rappresentazione; le Limited Editions documentano la trasformazione della bambola in oggetto da collezione. Barbie History ricostruisce invece la sua evoluzione attraverso libri, cataloghi, riviste e documenti.

Il rapporto con la moda viene affrontato anche attraverso abiti ispirati all’alta sartoria e una selezione di cappelli in miniatura realizzati a mano da Alessandra Maregatti, stilista di Doria 1905. Per l’inaugurazione, alcune modelle indosseranno creazioni couture di Mimì et Mamà – Alta Sartoria, in un confronto tra le proporzioni della bambola e il corpo reale.

La scelta di Galleria Cavour collega così la collezione al contesto delle maison e dello shopping di lusso bolognese. L’allestimento utilizza il rosa come elemento visivo e narrativo e propone un itinerario immersivo dedicato alle diverse interpretazioni del personaggio. L’esposizione presenta Barbie come una figura capace di attraversare generazioni e linguaggi, tra memoria del gioco, storia della moda e cultura contemporanea.