La Filt Cgil di Bologna interviene sul futuro dell’aeroporto Marconi chiedendo che l’occupazione sia considerata un elemento centrale nel confronto sullo sviluppo dello scalo. Il sindacato contesta un dibattito che, a suo giudizio, tende a trascurare il ruolo di lavoratrici e lavoratori.
Secondo i dati citati dalla Filt, nel sito aeroportuale operano circa 5mila persone, mentre l’indotto collegato allo scalo coinvolge complessivamente 21mila addetti. Numeri che, per l’organizzazione sindacale, devono essere tenuti presenti quando si discutono il traffico aereo e le politiche regionali dedicate agli aeroporti del territorio.
Il confronto sulle scelte per lo scalo
In una nota, la Filt Cgil critica sia la Regione, indicata attraverso la sede di viale Aldo Moro, sia il Comune di Bologna. L’accusa rivolta alle istituzioni è di non valutare a sufficienza le possibili conseguenze delle decisioni sul piano occupazionale. La segretaria Daniela Modonesi sostiene che il ruolo dell’aeroporto come volano debba essere accompagnato da politiche condivise, capaci di mettere al centro lavoro, salute e sicurezza.
Tra gli aspetti sollevati dal sindacato c’è anche il costo del Marconi Express per le persone con disabilità. Secondo la Filt, gli utenti sono costretti a pagare 12,80 euro, corrispondenti al prezzo del biglietto intero, per utilizzare il collegamento con l’aeroporto.
La posizione del sindacato
La Filt annuncia infine l’intenzione di proseguire la mobilitazione a difesa dei posti di lavoro coinvolti nelle attività dello scalo e nel relativo indotto. L’obiettivo dichiarato è evitare che le scelte sul futuro del Marconi producano effetti negativi sull’occupazione, mantenendo il tema del lavoro all’interno del confronto istituzionale.