Un percorso nelle fognature del centro di Bologna, l’ingresso in un negozio confinante e un tentativo di sfondare il muro a colpi di piccone. Era il piano attribuito alla cosiddetta banda del buco per raggiungere la boutique di orologi di lusso di Davide Pedretti, in via D’Azeglio, a pochi passi da piazza Maggiore. Il colpo, però, è fallito prima che i ladri riuscissero a entrare nell’attività.
Il tentativo attraverso il muro
Secondo la prima ricostruzione, tutto è avvenuto durante la notte. Intorno a mezzanotte i malviventi sarebbero riusciti a raggiungere il negozio Filodoro, confinante con quello di Pedretti, passando dalla rete fognaria del centro. Una volta all’interno del locale, avrebbero iniziato a colpire il muro portante che separa le due attività commerciali.
Gli autori del tentativo avrebbero lavorato per circa 40 minuti, cercando di creare un’apertura abbastanza ampia da consentire il passaggio verso la boutique. L’operazione non ha prodotto il risultato sperato: a un certo punto la banda ha interrotto i lavori e si è allontanata senza riuscire a raggiungere il negozio di orologi.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che i ladri abbiano desistito per il timore che potesse attivarsi il sistema di allarme della boutique, dotato anche di rilevatori di posizione e di blindature di ultima generazione. Non è stato quindi portato via alcun oggetto dall’attività di Davide Pedretti.
Le indagini dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, impegnati negli accertamenti all’interno dei due esercizi commerciali e nella ricostruzione del tragitto seguito dalla banda nel sottosuolo. Resta da chiarire da quale punto i malviventi siano entrati nella rete fognaria prima di raggiungere i locali.
Durante la fuga sono stati abbandonati diversi oggetti che potrebbero fornire elementi utili alle indagini: uno spruzzino, un martello e un grimaldello. I reperti saranno valutati dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti sul tentato furto e sull’eventuale collegamento con altri episodi simili.
L’episodio si verifica a pochi giorni dal maxi furto ai danni della gioielleria Giacobazzi di via San Felice. In quel caso, una banda composta da tre persone era riuscita a completare il colpo, con un bottino stimato in almeno 300mila euro.
Un precedente risale allo stesso periodo dell’anno precedente, quando in piazza Cavour alcuni banditi avevano sfondato la vetrina della gioielleria Rocca utilizzando una Panda, riuscendo poi a fuggire con la refurtiva. Gli investigatori dovranno ora verificare eventuali elementi comuni tra i diversi episodi.