Ricerca digitale

Elena Esposito vince il Premio Balzan 2026 per gli studi sull’AI

La docente dell’Alma Mater riceverà 750mila franchi svizzeri; metà della somma sosterrà giovani studiosi.

Elena Esposito vince il Premio Balzan 2026 per gli studi sull’AI

Elena Esposito, docente dell’Università di Bologna, è tra i vincitori dei Premi Balzan 2026, riconoscimento internazionale assegnato a personalità della scienza e della cultura. Alla studiosa è stato attribuito il premio per la categoria dedicata alla scienza sociale della tecnologia digitale, in relazione alle sue analisi sull’intelligenza artificiale e al concetto di comunicazione artificiale.

I vincitori sono stati annunciati il 7 settembre a Milano da Maria Cristina Messa, presidente della Fondazione Balzan-Premio, e da Marta Cartabia, presidente del Comitato Generale Premi Balzan. Il riconoscimento destinato a Esposito ammonta a 750mila franchi svizzeri, pari a circa 800mila euro. La metà della somma dovrà essere utilizzata per finanziare progetti di ricerca condotti da giovani studiosi.

Il ruolo degli algoritmi nella società

Al centro del lavoro premiato c’è l’analisi del ruolo che gli algoritmi possono assumere nei processi sociali anche quando non comprendono ciò che stanno facendo. Secondo la motivazione della Fondazione, il contributo di Esposito ha sviluppato un quadro teorico per interpretare il modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale partecipano agli scambi sociali senza possedere una capacità autonoma di comprensione.

Il programma di ricerca prende in esame la previsione algoritmica in ambiti come la finanza, la medicina e le politiche pubbliche. In questi settori gli algoritmi non vengono considerati soltanto strumenti a disposizione delle persone, ma componenti sempre più attive nei processi di elaborazione delle informazioni e di assunzione delle decisioni. L’obiettivo è offrire alle scienze sociali strumenti per comprendere l’impatto dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.

Gli altri riconoscimenti

Il Premio Balzan prevede ogni anno quattro riconoscimenti in discipline diverse, due nell’ambito delle scienze umane e due in quello delle scienze fisiche e naturali. Le materie cambiano di anno in anno e la selezione privilegia l’interdisciplinarità, con l’intento di favorire l’incontro tra competenze differenti nell’analisi di questioni scientifiche e sociali.

Insieme a Esposito sono stati premiati Rasmus Nielsen, dell’University of California Berkeley, e Ziheng Yang, dello University College London, per le ricerche sull’evoluzione molecolare e sui cambiamenti genomici. Il riconoscimento per gli studi ebraici è andato a David Nirenberg, dell’Institute for Advanced Study di Princeton, mentre Geoffrey W. Coates, della Cornell University, e Marc A. Hillmyer, della University of Minnesota, sono stati premiati per gli studi sui polimeri biodegradabili ottenuti da fonti rinnovabili.

Il premio per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli è stato assegnato alle Emergency Response Rooms del Sudan, rete nata dalla mobilitazione civica per assistere le popolazioni colpite dalla guerra civile. Il riconoscimento, anch’esso del valore di 750mila franchi svizzeri, sosterrà in particolare le attività per la tutela della salute mentale.

La cerimonia ufficiale di consegna dei premi si terrà a Roma il 19 novembre, alla presenza del presidente della Repubblica. In quell’occasione saranno celebrati i vincitori dell’edizione 2026, tra cui la docente dell’Università di Bologna.