Sicurezza ferroviaria

Tornelli in stazione, i sindacati chiedono tempi certi

Rfi attende osservazioni comunali; annunciata un’interrogazione al ministero sui dettagli dell’intervento.

Tornelli in stazione, i sindacati chiedono tempi certi

Tornelli agli ingressi della stazione, per consentire l’accesso ai binari soltanto ai passeggeri muniti di biglietto. L’ipotesi torna al centro del dibattito sulla sicurezza dello scalo ferroviario, dopo le nuove sollecitazioni dei sindacati Cgil e Cisl a Ferrovie dello Stato, proprietaria dell’area, affinché il progetto venga portato avanti più rapidamente.

Secondo i segretari sindacali Manola Cavallaro e Daniele De Maria, i varchi potrebbero contribuire a scoraggiare criminalità e degrado. La richiesta è di convocare quanto prima un confronto tra Ferrovie, prefettura e Comune, per valutare l’installazione di filtri fissi o mobili anche nella stazione sotterranea dell’Alta Velocità.

Il progetto allo studio

La possibilità di limitare gli accessi era stata discussa con particolare insistenza dopo l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno accoltellato in un parcheggio riservato al personale ferroviario. Per la sua morte è a processo il senza fissa dimora Marin Jelenic. In quella fase l’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid aveva espresso perplessità, ritenendo i tornelli una misura non sufficiente in un’area già classificata come zona rossa e sottoposta a controlli quotidiani delle forze dell’ordine.

Una settimana dopo il delitto, il 13 gennaio, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva esaminato un progetto di Rfi per rafforzare la protezione dello scalo di Bologna Centrale. Tra gli interventi ipotizzati figuravano anche i tornelli e, più in generale, nuovi sistemi di controllo degli accessi.

Il segretario regionale del Sindacato autonomo di polizia, Tonino Guglielmi, sostiene che l’iter sia attualmente fermo per la mancanza delle osservazioni del Comune di Bologna. Guglielmi si è detto favorevole all’introduzione di un nuovo protocollo di sicurezza, con varchi di controllo e tornelli, riaprendo così il confronto sull’effettivo stato del progetto.

La richiesta al ministero

Sul tema è intervenuto anche il deputato del Partito Democratico Andrea De Maria, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministero dei Trasporti e al ministro Matteo Salvini. L’obiettivo è chiarire a che punto sia la definizione del piano di Rfi, quali interventi siano previsti, quanto possano costare e quali siano i tempi di realizzazione.

All’interno del Partito Democratico, il consigliere comunale Claudio Mazzanti ha espresso una posizione più prudente sui soli tornelli e ha proposto di riprendere il progetto della nuova stazione firmato dall’architetto giapponese Arata Isozaki. Il piano, vincitore nel 2008 di un concorso del Gruppo Fs, non è mai stato realizzato.

Mazzanti ha ricordato che il progetto avrebbe dovuto affrontare i problemi legati ai flussi, allo sviluppo futuro dello scalo e agli accessi. Il finanziamento da 360 milioni di euro era stato però tagliato quattro anni fa. Secondo il consigliere, le Ferrovie potrebbero valutare un nuovo stanziamento per un’infrastruttura considerata strategica per il ruolo di Bologna come snodo ferroviario.