Da oggi, 31 agosto 2026, la scuola primaria Scandellara di Bologna ha riaperto i suoi spazi per accogliere i bambini iscritti a Settembre insieme, la sperimentazione promossa dalla Regione Emilia-Romagna nelle due settimane che precedono l’avvio ufficiale dell’anno scolastico. L’iniziativa è gratuita e volontaria ed è pensata soprattutto per aiutare i genitori a conciliare i tempi di vita e di lavoro.
All’avvio del programma erano presenti il sindaco di Bologna Matteo Lepore, l’assessore comunale alla scuola Daniele Ara, l’assessora regionale Isabella Conti e il presidente della Regione Michele de Pascale. Nel capoluogo emiliano hanno aderito 1.700 bambini, distribuiti in 22 scuole a riapertura anticipata.
Attività tra sport, creatività e socialità
Le attività si svolgono dalle 8 alle 13 all’interno degli edifici scolastici. Il programma comprende scherma, laboratori circensi ed espressivo-teatrali, giochi sportivi e musicali, ascolto di storie, attività sulle regole, laboratori creativi, aiuto compiti e momenti di gioco libero. L’obiettivo è offrire ai bambini occasioni di apprendimento e socialità anche attraverso esperienze diverse da quelle dell’anno ordinario.
Il servizio è rivolto in particolare ai nuclei in cui entrambi i genitori lavorano o che non possono contare sul supporto dei nonni. Alcuni genitori hanno definito l’iniziativa un aiuto molto importante, spiegando la difficoltà di gestire un periodo di vacanze scolastiche più lungo rispetto alle ferie disponibili.
Alla primaria Scandellara la gestione è affidata alla cooperativa sociale Quadrifoglio. La coordinatrice territoriale Francesca Franchi ha indicato nella continuità del personale educativo, impegnato sia durante l’anno sia nei servizi integrativi, uno degli elementi caratterizzanti dell’organizzazione. La dirigente dell’Istituto comprensivo 7, Federica Roux, ha sottolineato la richiesta di attività considerate significative per i bambini e utili allo sviluppo di competenze sociali e relazionali.
Una sperimentazione organizzata in tempi stretti
La macchina organizzativa è stata avviata tra luglio e agosto, dopo l’annuncio della sperimentazione regionale. Istituti comprensivi, Comune e cooperative hanno collaborato per definire iscrizioni, uso degli spazi e pulizie. Marica Motta, responsabile del diritto allo studio e dei servizi estivi del Comune di Bologna, ha descritto il lavoro come una corsa contro il tempo, evidenziando la varietà delle attività previste.
Secondo l’assessore comunale Daniele Ara, la partecipazione registrata rappresenta una risposta significativa, anche considerando il breve periodo a disposizione per preparare l’iniziativa. Settembre insieme si affianca alle attività organizzate autonomamente dagli istituti e ai centri estivi ancora aperti, con l’obiettivo di integrare le diverse opportunità rivolte ai minori e alle famiglie.
Il sindaco Matteo Lepore ha collegato la sperimentazione alla tradizione bolognese nel campo delle politiche educative e alla necessità di adeguare l’organizzazione scolastica ai bisogni che cambiano. L’anticipazione dell’apertura, ha spiegato, risponde a una richiesta arrivata dalle famiglie e potrebbe offrire un modello da estendere, con il coinvolgimento della Regione, anche ai comuni più piccoli.
L’assessora regionale Isabella Conti ha chiarito che l’intervento non modifica formalmente il calendario scolastico, ma introduce attività integrative nel periodo precedente all’inizio delle lezioni. La Regione, ha aggiunto, ha scelto questa strada perché una revisione complessiva del calendario richiederebbe un intervento nazionale e una riforma organica del sistema scolastico.