Un infermiere è stato aggredito durante il turno al Pronto soccorso del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. L’episodio è avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 ottobre 2026, quando un paziente in forte stato di agitazione psicomotoria si è opposto alle operazioni necessarie per trasferirlo sulla barella e accompagnarlo nei locali di cura.
A ricostruire l’accaduto è la Cisl Fp dell’Area metropolitana bolognese, che ha denunciato l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Di fronte alla resistenza del paziente, la guardia di sicurezza e gli operatori del 118 hanno chiesto il supporto degli infermieri del triage, nel tentativo di gestire la situazione e consentire l’avvio dell’assistenza.
La colluttazione al Pronto soccorso
Durante le manovre di contenimento, l’uomo è riuscito a liberare braccia e gambe e si è scagliato contro gli operatori. Un infermiere ha parato con un braccio un calcio, ma subito dopo è stato colpito violentemente al collo. La situazione non è stata gestibile con i mezzi disponibili e il personale ha quindi richiesto l’intervento urgente delle forze dell’ordine, arrivate sul posto per ripristinare le condizioni di sicurezza e avviare gli accertamenti.
La Cisl Fp ha espresso solidarietà all’operatore coinvolto e agli altri professionisti presenti, sottolineando il pericolo affrontato mentre stavano svolgendo il proprio lavoro. Per il sindacato, tuttavia, non è sufficiente condannare gli episodi dopo che si sono verificati: il Pronto soccorso resta uno degli ambienti assistenziali più esposti a situazioni imprevedibili e potenzialmente rischiose.
Le richieste del sindacato
La sigla chiede all’Azienda di rafforzare le misure di prevenzione e protezione nei servizi di emergenza, verificare l’efficacia delle procedure in vigore e garantire agli operatori strumenti adeguati per affrontare le situazioni più critiche. Tra le richieste figurano anche una formazione specifica, protocolli operativi chiari e un supporto tempestivo durante le emergenze.
La Cisl Fp sollecita inoltre un confronto con le organizzazioni sindacali per individuare interventi strutturali e condivisi, con l’obiettivo di ridurre i rischi e prevenire il ripetersi di aggressioni analoghe. Secondo il sindacato, la sicurezza degli operatori è parte integrante di quella dei pazienti e deve diventare una priorità organizzativa dei servizi di emergenza.