Il Bologna ha cambiato passo dopo l’avvicendamento in panchina tra Domenico Tedesco e Raffaele Palladino. Le prime quattro gare della stagione avevano prodotto un rendimento deludente e alimentato il timore di una discesa verso i bassifondi della classifica. Nelle successive quattro partite, invece, la squadra ha raccolto 7 punti, mostrando una maggiore solidità e un’identità più definita.
La media di 1,75 punti a gara ottenuta con Palladino, se mantenuta per il resto del campionato, proietterebbe il Bologna verso altri 52,5 punti nelle trenta giornate ancora da disputare. Sommando gli 8 punti già conquistati, il totale arriverebbe nei pressi di quota 60. Si tratta naturalmente di una proiezione aritmetica, ancora priva di valore previsionale, perché il calendario e il rendimento della squadra potranno modificare sensibilmente il quadro.
Una squadra più concreta
Il tecnico, 42 anni, è stato scelto dalla dirigenza rossoblù dopo l’esonero di Tedesco e ha avuto poco tempo per lavorare con l’organico al completo. Nel periodo a disposizione ha però costruito un gruppo più solido, razionale e pragmatico. Il Bologna non sembra più interessato a un possesso palla fine a se stesso: nelle quattro partite della gestione Palladino non ha mai superato il 43 per cento di possesso.
La strategia si basa sulla capacità di riconquistare il pallone con una riaggressione ordinata, evitando di concedere spazi alle spalle della linea difensiva e cercando una verticalità efficace. Il risultato è una squadra più equilibrata, capace di lasciare l’iniziativa agli avversari senza rinunciare alla possibilità di colpire rapidamente. La vittoria ottenuta a Cagliari, definita dal tecnico sui social come importante per spirito e atteggiamento, ha rafforzato questa impressione.
Palladino sta inoltre trovando soluzioni nonostante le difficoltà nel reparto offensivo. Dei tre centravanti di ruolo, Piccoli è infortunato, Enem convive con una tendinite e Dovbyk è ancora alla ricerca della condizione migliore. Il tecnico gli ha chiesto una reazione decisa, mentre altri giocatori hanno ricevuto spazio e responsabilità nel nuovo assetto.
Il calendario mette alla prova la svolta
Il prossimo appuntamento sarà al Meazza, contro il Milan, una trasferta che rappresenta un banco di prova severo per le certezze appena ritrovate. A stretto giro arriveranno poi la sfida con il Monza al Dall’Ara e il derby con il Parma al Tardini, prima della nuova sosta per le nazionali.
Questi tre impegni diranno se il successo di Cagliari ha aperto una fase stabile o se il miglioramento è ancora legato a una serie favorevole di risultati. Nel frattempo, Palladino sta applicando una gestione ampia del gruppo, offrendo opportunità anche a giocatori rimasti ai margini. Casale è diventato titolare e goleador, Odgaard viene utilizzato da centravanti operaio, mentre Amondarain, Libra, Vitik e Mbangula hanno ricevuto segnali di fiducia.