È stato completato il posizionamento degli 80 micropali alla base della torre Garisenda, a Bologna. Si tratta del primo passaggio del piano di messa in sicurezza avviato dopo l’apertura del cantiere, il 23 ottobre 2023, quando piazza di Porta Ravegnana è stata circondata dalle strutture necessarie a proteggere il monumento e a consentire l’esecuzione degli interventi.
Il lavoro, terminato a circa tre anni dall’avvio del cantiere, prepara il terreno alla fase successiva: i micropali costituiranno infatti la base dei due maxitiranti destinati a stabilizzare la torre. L’intervento rientra in un programma articolato in tre operazioni principali: dopo la fondazione, saranno installati i tralicci di sostegno e, in seguito, verranno effettuate iniezioni di malta per consolidare la struttura muraria.
Il sistema di stabilizzazione
Per il posizionamento dei due maxitiranti, progettati a nord e a ovest della Garisenda, dovrebbe essere necessario un periodo di circa dieci mesi. I tralicci sono stati testati a Cesena all’inizio dell’anno con una tecnica che prevedeva l’azione reciproca di un elemento sull’altro. La stessa tipologia di struttura era stata utilizzata alla fine degli anni Novanta per la messa in sicurezza della Torre di Pisa.
La tecnologia è stata aggiornata rispetto a quella impiegata trent’anni fa, con martinetti per controllare gli spostamenti e meccanismi basati sull’azoto. Il principio di funzionamento resta però legato all’azione della gravità. Il progetto prevede inoltre una struttura in carpenteria metallica attorno alla parte inferiore della torre e un sistema di sensori per monitorarne costantemente i movimenti e le condizioni.
Il controllo sarà affidato all’équipe Garisenda, composta da esperti delle università di Bologna, Genova, Pisa e San Marino. La fase più delicata sarà quella delle iniezioni di malta, che dovranno rafforzare l’organismo della torre, costruita nel XII secolo. L’orizzonte indicato per la conclusione dei lavori è il 2028: solo a quel punto, se le condizioni di sicurezza lo consentiranno, potrà essere valutata la riapertura al pubblico della Torre degli Asinelli.
Il tema del traffico
Accanto agli interventi tecnici resta aperto il tema della tutela complessiva delle Due Torri. Raffaele Milani, di Italia Nostra, ha auspicato un rafforzamento delle misure di protezione e ha richiamato in particolare l’ipotesi di allontanare dalle strade attorno a piazza di Porta Ravegnana il traffico più pesante, compresi gli autobus.
Il progetto di modificare i percorsi dei mezzi su Strada Maggiore e in piazza della Mercanzia viene discusso da decenni. Milani ha sottolineato che le vibrazioni non sono l’unica causa della fragilità della Garisenda: incidono anche la natura dei terreni sottostanti e le trasformazioni subite dalla torre nel tempo, tra incendi, alte temperature e alterazioni chimiche dei materiali. Il cantiere procede quindi con l’obiettivo di ridurre il rischio strutturale, mentre il dibattito sulla tutela delle torri e sull’assetto della viabilità resta in corso.