Il Bologna non ha ancora organizzato un vertice di mercato tra la dirigenza e il tecnico Raffaele Palladino. L’allenatore guida la squadra da appena tre partite e il percorso di conoscenza del gruppo è ancora in corso. I confronti con la società sono quotidiani, ma finora non si è entrati nel dettaglio di possibili interventi in vista della finestra invernale.
La priorità, in questa fase, è concentrarsi sui risultati. Prima della sosta di novembre sono previste quattro partite che potranno indicare se la squadra ha le possibilità di risollevarsi. Alla ripresa, fissata per il 22 novembre, sono inoltre in programma la sfida con l’Udinese e, il 27, quella con il Venezia. Per questo società e allenatore preferiscono non appesantire il momento con valutazioni approfondite sull’organico.
La situazione di Vitik
Le dinamiche tecniche, però, stanno cambiando. Nelle prime sette gare della stagione Vitik non ha disputato nemmeno un minuto: il difensore non è stato utilizzato né come centrale nella linea a quattro di Tedesco, né nell’attuale sistema con tre centrali adottato da Palladino.
L’infortunio di Holm ha modificato gli equilibri nel reparto, ma i tempi del recupero restano un elemento da valutare. Darmian, arrivato dopo mesi di inattività, viene impiegato con continuità da braccetto titolare. Una scelta che sembra indicare come né Helland né Heggem stiano offrendo, al momento, garanzie sufficienti per le caratteristiche fisiche e tecniche richieste dal ruolo.
Nel frattempo Casale sta cercando di rilanciarsi. Il suo contratto è stato rinnovato con l’obiettivo di distribuire su un periodo più lungo lo stipendio da un milione netto in scadenza nel 2028, spostando il termine al 2029. In questo quadro, la società potrebbe valutare l’arrivo di un esterno destro o di un altro braccetto.
Rosa da riequilibrare
Tra le ipotesi c’è anche quella di un trasferimento di Vitik, acquistato per 11 milioni di euro più 2 di bonus, oppure di un prestito per consentirgli di giocare con maggiore continuità ed evitare un ulteriore deprezzamento. Una sua crescita nelle prossime partite potrebbe però cambiare lo scenario.
La dirigenza dovrà inoltre riflettere sulla possibilità di ridurre il numero di giocatori tra centrocampo e attacco. In mediana sono sei per due posti: Libra, El Azzouzi, Moro, Pobega, Amondarain e Ferguson. Tra esterni e trequartisti sono invece cinque: Orsolini, Bernardeschi, Mbangula, Cambiaghi e Odgaard. Il tema verrà probabilmente affrontato durante la sosta di novembre o, più verosimilmente, all’inizio di dicembre, quando sarà più chiara la direzione presa dalla stagione.